“Quattro gocce di pioggia e si allaga la città: preoccupa la mancata indignazione degli avellinesi”

Avellino sott’acqua: è bastato il più classico dei temporali estivi per vedere allagamenti in diverse zone della città, per esempio tra Via Circumvallazione e il Centro Storico o sul Ponte della Ferriera.

Strade invase dall’acqua, automobili ferme tra le pozzanghere, una città bloccata per poche gocce d’acqua.

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Un nostro lettore ci ha inviato una lettera che descrive perfettamente quanto accaduto questa mattina. La riportiamo integralmente.

IL LAGO SUL PONTE

Non sorprenda il titolo per niente fantasioso.

Ad Avellino succedono sempre cose strane.

Ogni volta che in città piovono quattro gocce in più, si forma un lago sul ponticello che attraversa il Fenestrelle in località Rampa Sant’Antonio Abate, per capirci a sud del parcheggio del Mercatone e prima dell’ingresso della rampa che condurrebbe al famoso tunnel ancora chiuso.

Il fatto è questo: il ponte si trova tra due segmenti contrapposti in salita e di conseguenza quando piove l’acqua ristagna e non riesce a defluire nel sottostante rio Fenestrelle formando un lago nel quale devono transitare le auto.

Manca una feritoia o pluviale come dir si voglia.

Non ci voleva un genio per capirlo bastava prevedere un semplice buco dal quale far defluire l’acqua.

Ma ad Avellino siamo capaci di stupire anche per queste banalità.

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Il problema va avanti da anni, il traffico veicolare in queste situazioni – come si evince dalla foto – diventa problematico e se non hai un anfibio rischi di restarci.

Sorprende, incredibilmente, che nessun tecnico responsabile dell’ufficio comunale preposto abbia segnalato il problema alla ditta esecutrice dei lavori, l’impresa edile che la scorsa estate ha realizzato la sistemazione dei marciapiedi e della sede stradale.

In verità la segnalazione fu fatta da me, quale semplice cittadino direttamente al capocantiere.

Abito poco distante da quella zona e il problema lo conoscevo bene.

Mi fu risposto: L’ufficio tecnico non ci ha detto di lasciare una feritoia per far defluire l’acqua”

Quindi amen.

Possibile che in tanti anni da questo ufficio tecnico, che è al terzo piano del palazzo di Città e che dista pochi metri dal luogo, nessuno si sia mai affacciato? Neanche una volta?

Ma allora lavorano sempre, costantemente con la testa sulle carte.

Piccole negligenze possono generare a volte grandi problemi, l’incuria a cui sembra siano rassegnati gli avellinesi è frutto non solo dell’inefficienza e dell’irresponsabilità, ma anche della mancata indignazione della gente“.

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