Ferrovia Napoli- Bari, Famiglietti : Le infrastrutture devono generare sviluppo

BariNapoli un nuovo asse di sviluppo per l’economia italiana?

Con la presentazione del libro a Flumeri, gli autori Francesco Prota e Gianfranco Viesti a confronto con i Sindaci, Luigi Famiglietti, Emilio De Vizia, Roberto Sullo e gli Assessori di Napoli e Bari Carlo Puca e Giovanna Iacovone hanno riacceso l’attenzione del territorio sulla questione.

Ne parliamo con Luigi Famiglietti che è stato sindaco di Frigento, parlamentare ed oggi è il coordinatore provinciale per l’Irpinia di Progetto Civico Italia sempre nel centrosinistra e che conosce bene questa provincia.

La Napoli Bari può diventare una vera occasione di sviluppo delle aree interne, oppure rischia di essere soltanto una grande infrastruttura che attraversa territori senza trasformarli?

Sicuramente  questa ferrovia Napoli-Bari  può diventare  una vera occasione di sviluppo per il Mezzogiorno e può dare anche una mano per per il rilancio del paese, visto che oggi, praticamente, questo è il cantiere su cui si sta investendo di più, circa 6 miliardi di euro tra fondi europei e fondi nazionali.

Quindi ora c’è bisogno che questa infrastruttura crei vero sviluppo per le aree attraversate.  C’è il rischio concreto che le aree interne, nonostante la presenza di varie stazioni, vengano solo attraversate dai treni, se  non diventano dei veri e propri poli di sviluppo.

Per fare ciò, c’è bisogno di una governance multilivello, c’è bisogno di una piena concertazione tra Stato centrale, regioni e territori. E quindi le opportunità di sviluppo saranno influenzate sicuramente da scelte e da iniziative di politiche pubbliche.

Il pubblico deve avere, rispetto a questa infrastruttura, un atteggiamento da investitore e non da mero gestore. È chiaro che, nella prima fase, c’è bisogno  di investire, di lavorare molto anche sulle interconnessioni di trasporto pubblico locale con le stazioni, soprattutto con la stazione Irpinia che è una nuova stazione.

E come diceva Ennio Cascetta, questa della Napoli-Bari dovrebbe diventare una linea di servizio universale. Bisognerà stare attenti pure ai costi  dei biglietti per l’utenza finale, per fare in modo che, appunto, sia e diventi una vera linea di servizio.

Si parla tanto di aree interne. Ora, rispetto alla stazione Irpinia, abbiamo una grossa infrastruttura a servizio di un’area interna, forse un caso unico nel paese, e c’è bisogno quindi che si ponga la massima attenzione sugli esiti che potrà avere questa questa infrastruttura per il territorio ed è fondamentale la collaborazione anche con le aree metropolitane.

 Il libro di Prota e Viesti pone una domanda ambiziosa : Bari e Napoli posso diventare il nuovo asse di sviluppo dell’economia italiana?

 Abbiamo presentato il libro dei professori Viesti  e Prota e abbiamo invitato anche la vicesindaca di Bari e l’assessore Puca del Comune di Napoli. Questa collaborazione tra aree interne e aree metropolitane di Bari e Napoli continuerà e speriamo di poter ottenere dei risultati.

Quindi si sta lavorando ad un protocollo con le città di Napoli e Bari e, in più, c’è bisogno di rilanciare il protocollo che è stato siglato nel 2021 in Irpinia tra Confindustria, sindacati e sindaci della Valle Ufita, protocollo che ha portato all’ottenimento della piattaforma logistica, che oggi però è finanziata, sostanzialmente, da parte della Regione Campania e quindi si attende che venga individuato un nuovo finanziamento rispetto al progetto che RFI sta realizzando.

La stazione Hirpinia, che rappresenta una delle opere più attese del territorio quali opportunità concrete potrebbe offrire a Comuni come Frigento, Flumeri, Ariano Irpino e Grottaminarda?

Abbiamo necessità di capire chi e come vuole questo sviluppo in questa parte d’Irpinia. E sarà fondamentale anche il ruolo di Avellino capoluogo.

Avellino capoluogo deve pensare a sé come una città che lavora per lo sviluppo dell’intera provincia. Allora  avere a 20 chilometri di distanza dal centro di Avellino una stazione dell’alta capacità è importantissimo, così come sarebbe importantissima avere la piattaforma logistica che potrebbe attrarre investimenti di cui beneficerebbe non solo la provincia di Avellino, ma i benefici si riverbererebbero su un territorio molto più ampio.

Va realizzata  la massima coesione. Per fare bene al sud serve, servono tre ingredienti: programmazione, coesione e infrastrutture. E se son rose fioriranno. “

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