Blocco dei tir, Aquino: «Emergenza più grave del Covid, mancano i beni essenziali»

Il sindaco di Montefredane lancia l'allarme prima del vertice in Prefettura: a rischio mense e scuolabus

«Questa è un’emergenza più forte del Covid perché mancano i beni di prima necessità». È un allarme che non lascia spazio a interpretazioni quello lanciato dal sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, al suo arrivo al Palazzo di Governo di Avellino per partecipare al vertice convocato dal prefetto Franca Fico sull’emergenza provocata dal blocco degli autotrasportatori. Una situazione che, secondo il primo cittadino, rischia di mettere in ginocchio le piccole comunità, compromettendo non soltanto gli approvvigionamenti alimentari, ma anche il funzionamento delle scuole, degli uffici pubblici e delle attività produttive.

«Con il Covid i beni non sono mai mancati»

Il paragone con la pandemia serve al sindaco per descrivere la gravità delle difficoltà che stanno vivendo i cittadini. «Tante persone si rivolgono al Comune per sapere dove trovare i beni di prima necessità. Con il Covid i beni non sono mai mancati», sottolinea Aquino, evidenziando come il protrarsi della protesta stia producendo conseguenze sempre più pesanti sulla quotidianità delle famiglie.

A preoccupare è soprattutto la tenuta dei servizi scolastici. La mensa potrebbe fermarsi nelle prossime ore per l’assenza di rifornimenti, mentre la carenza di gasolio mette a rischio il trasporto degli alunni. Un’emergenza che coinvolge direttamente i bambini e le famiglie, soprattutto nei centri più piccoli, dove i servizi comunali rappresentano un sostegno indispensabile.

Ma le difficoltà non si fermano alle scuole. Anche la polizia municipale e gli uffici comunali potrebbero subire pesanti limitazioni. «Ci devono dire come andare avanti con i servizi essenziali dei Comuni», osserva il sindaco, ricordando che numerosi dipendenti pubblici raggiungono quotidianamente il posto di lavoro da altri paesi e rischiano di non potersi più spostare.

L’appello alla Prefettura: «Verificare chi continua a bloccare»

Il primo cittadino riconosce la legittimità delle ragioni alla base della mobilitazione, ma contesta il proseguimento dei presidi dopo l’intesa che, secondo quanto riferisce, sarebbe stata raggiunta tra il Governo e le principali organizzazioni nazionali dell’autotrasporto.

«Tutte le sigle nazionali hanno siglato un accordo con il Governo e hanno condiviso gli stanziamenti messi in campo», afferma Aquino, chiedendosi perché una componente autonoma continui a mantenere attivi i blocchi.

Il sindaco riferisce anche di segnalazioni provenienti dagli stessi autotrasportatori, tra cui quella di un conducente che avrebbe denunciato di essere rimasto di fatto bloccato in un’area di servizio nel Casertano. Circostanze sulle quali, a suo giudizio, è necessario un approfondimento da parte delle autorità competenti.

«Non possiamo far pagare il prezzo di una protesta, che riteniamo giusta e legittima, alle famiglie e ai cittadini», ribadisce, chiedendo un intervento istituzionale per verificare le modalità con cui vengono mantenuti i presidi e accertare eventuali comportamenti irregolari.

Il punto, per Aquino, è distinguere il diritto alla protesta dalle conseguenze che una mobilitazione prolungata può determinare sulla vita delle comunità. La richiesta non è quella di negare le rivendicazioni degli autotrasportatori, ma di impedire che il disagio si trasformi in un’interruzione generalizzata dei servizi essenziali.

Zona industriale in difficoltà, l’ipotesi dello smart working

Le ripercussioni del blocco interessano anche il tessuto produttivo. Nella zona industriale di Montefredane, spiega il sindaco, le merci restano ferme nei piazzali e nei magazzini, mentre cresce la difficoltà dei lavoratori a raggiungere gli stabilimenti.

Il problema riguarda soprattutto gli operai che arrivano da altri comuni o province e che, a causa della carenza di carburante, rischiano di non poter garantire la presenza sul posto di lavoro. Una situazione che potrebbe compromettere ulteriormente la continuità produttiva delle aziende.

Da qui la proposta di valutare misure straordinarie, anche attraverso un intervento del Governo. «Ci vorrebbe un’iniziativa con lo smart working o qualche soluzione similare», suggerisce Aquino, richiamando la necessità di strumenti temporanei per consentire almeno alle attività compatibili con il lavoro a distanza di proseguire.

Il timore è che, senza provvedimenti immediati, anche le amministrazioni locali siano costrette a ridurre drasticamente le proprie attività, fino alla chiusura degli uffici e alla sospensione di servizi indispensabili.

«La protesta va sospesa, non possono pagare i più deboli»

Il sindaco guarda al vertice in Prefettura con la speranza che possa arrivare una soluzione già nelle prossime ore. L’attenzione è rivolta soprattutto alle persone più fragili, agli anziani e alle famiglie che vivono nei piccoli centri dell’Irpinia, dove le difficoltà negli approvvigionamenti e negli spostamenti rischiano di avere conseguenze ancora più gravi.

«Mi auguro che già in serata possa arrivare qualche buona notizia, soprattutto per le persone più indifese che stanno nei nostri borghi e nelle nostre comunità», dichiara.

Per Aquino, la mobilitazione dovrebbe essere sospesa per consentire la prosecuzione del confronto con il Governo, alla luce delle prime risposte ottenute dalle organizzazioni di categoria. Resta però la richiesta di verificare la posizione di chi, autonomamente, continua a protestare nonostante le intese annunciate.

Il messaggio rivolto alle istituzioni è chiaro: occorre intervenire prima che l’emergenza dei trasporti diventi una crisi sociale, con le comunità più piccole costrette a sopportare il peso maggiore di una protesta che rischia di incidere sui bisogni fondamentali dei cittadini.

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