Summer Fest” il 10 dicembre udienza davanti al Gup per cinque indagati

È stata fissata il 10 dicembre l’udienza davanti al Gup del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza per i cinque indagati nell’inchiesta condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino sul “Summer Fest” , il concertone dell’estate 2023.

Dovranno comparire davanti al gup del tribunale di Avellino i cinque indagati, tra i quali l’ex assessore Stefano Luongo, insieme a un funzionario comunale, un dirigente comunale e i due titolari della società East Side (security, ospitalità luci, video, audio) che aveva in esclusiva i cantanti Achille Lauro, Tananai e Gaia, gli stessi artisti che si erano esibiti sul palco di Piazza Libertà il 16 agosto 2023 nel “concertone”.
destinatari della richiesta di rinvio a giudizio firmata dal Procuratore della Repubblica Domenico Airoma e dal pm Paola Galdo anche l’ ex assessore Stefano Luongo, difeso dai penalisti Gaetano Aufiero e Stefano Vozella, che e’ accusato di falso ideologico commesso in concorso. L’ex assessore avrebbe di fatto concorso nella presunta falsità su cui si basa l’ipotesi accusatoria. Ovvero una presunta falsa determina generale, la 2528 relativa all’affidamento diretto alla East Side Srls di un importo pari a 260.000,00.

Un importo superiore alla soglia per cui può essere affidato un servizio di prestazione artistica. False sarebbero anche le attestazioni relative alla gestione dell’evento (security, ospitalità luci, video, audio). Per la Procura la società era priva di documentata esperienza pregressa. Del resto è noto che la società aveva mutato il suo codice Ateco solo il 31 luglio 2023 – inserendo tra le attività anche le attività di supporto all’organizzazione di spettacoli musicali, manifestazioni artistiche, concerti.

Indagato per aver sottoscritto la determina anche un dirigente comunae difeso dal penalista Giuseppe Saccone. Proprio la difesa di Marotta ha vinto un lungo braccio di ferro con la Procura sul sequestro del telefonino del dirigente comunale .Gli altri tre imputati sono difesi dagli avvocati Pasquale Giovanelli, Antonio Iannaccone e Francesco Castellano.

L’inchiesta prese il via dopo l’escussione di tre consiglieri di minoranza, come persone informate dei fatti, in Procura: Nicola Giordano, Francesco Iandolo e Dino Preziosi. Davanti ai magistrati i tre consiglieri di minoranza, che non avevano presentato nessun esposto all’autorità giudiziaria, avevano manifestato, a settembre del 2023 i loro dubbi, tramite i social network e gli organi di stampa.

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