Sardegna e Irpinia a tavola, torna la Sagra dei Culurgiones

A Pietrastornina il 27 giugno 2026 la festa del borgo unisce sapori e solidarietà

Oltre 4.000 culurgiones chiusi a mano in una frazione di cinquanta abitanti. L’iniziativa dell’Associazione Ciardelli Street sostiene la parrocchia e la comunità locale.
È un piccolo miracolo di cucina popolare, memoria familiare e volontariato quello che tornerà a vivere sabato 27 giugno 2026 a Ciardelli Inferiore, frazione di Pietrastornina, in provincia di Avellino. Dalle ore 20, in concomitanza con i festeggiamenti patronali di San Pietro Apostolo, il borgo irpino ospiterà una nuova edizione della Sagra dei Culurgiones, appuntamento che da oltre vent’anni racconta un incontro inatteso tra la Sardegna e l’Irpinia.
Il piatto simbolo dell’Ogliastra, riconoscibile per la sua chiusura a spiga, qui ha trovato una seconda casa. Non come semplice imitazione, ma come ricetta adottata, trasformata e custodita da una comunità che ne ha fatto un segno di appartenenza.
Un borgo che si ritrova attorno alla sfoglia
La forza della manifestazione sta nei suoi numeri, sorprendenti se rapportati alla dimensione del paese. In una frazione che conta circa cinquanta abitanti, nelle settimane precedenti alla festa vengono preparati a mano oltre 4.000 culurgiones. È un lavoro paziente, domestico e collettivo, affidato soprattutto alle donne del borgo.
Attorno ai tavoli si ritrovano Pina, Filomena, Iolanda, Maria Grazia, Carmela, Gilda e tante altre mani esperte. La preparazione diventa così rito comunitario prima ancora che servizio gastronomico. Ogni culurgione chiuso a mano racconta tempo donato, abilità tramandata e il desiderio di tenere viva una frazione che, per una sera, richiama visitatori, famiglie e appassionati di cucina tradizionale.
La storia del culurgione irpino
La nascita di questa tradizione locale è legata alla figura di Giuseppina Martini, originaria di Cagliari, che portò in Irpinia una preparazione della sua terra d’origine. Da quell’intuizione familiare è nato nel tempo quello che oggi molti riconoscono come il “culurgione irpino”: una ricetta capace di rispettare la matrice sarda e, insieme, di parlare il linguaggio gastronomico campano.
La chiusura a “spighitta”, complessa e scenografica, resta il tratto distintivo del piatto. Il ripieno, invece, si è adattato al gusto locale: patate, menta, olio aromatizzato all’aglio, margarina, pecorino e una spolverata di parmigiano, pensata per ammorbidire la sapidità e rendere il sapore più rotondo. A completare il piatto, un sugo di pomodoro semplice, fresco, fedele alla logica delle cucine contadine.
Festa popolare e impegno solidale
La sagra non sarà soltanto un appuntamento per buongustai. La serata prevede stand con altri prodotti tipici del territorio, musica dal vivo e balli di piazza, in un clima che richiama le feste patronali di paese e la loro funzione più autentica: riunire chi vive il borgo, chi vi ritorna e chi lo scopre per la prima volta.
L’Associazione Ciardelli Street, promotrice e organizzatrice dell’iniziativa, conferma anche per questa edizione la vocazione solidale della manifestazione. L’intero ricavato sarà devoluto in beneficenza, a sostegno della parrocchia e delle attività di valorizzazione della frazione. In questo senso, la Sagra dei Culurgiones diventa qualcosa di più di una festa gastronomica: è uno strumento concreto per tenere accesa la vita comunitaria in un piccolo centro dell’Irpinia interna.
L’appuntamento del 27 giugno
La nuova edizione della Sagra dei Culurgiones si terrà sabato 27 giugno 2026, a partire dalle ore 20, a Ciardelli Inferiore, nel comune di Pietrastornina. L’evento si inserisce nel programma dei festeggiamenti in onore di San Pietro Apostolo e conferma il valore di una tradizione nata dall’incontro tra culture, diventata negli anni patrimonio affettivo e gastronomico della comunità.

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