Il leader di Noi di Centro critica le primarie del centrosinistra, invita a individuare con un sondaggio il candidato in grado di battere Meloni e rivendica il possibile ruolo decisivo della sua area politica. Frecciate anche sulle alleanze locali, da Avellino a Benevento, e sulla legge elettorale.
Il Campo largo rischia di ripetere gli errori del passato e di compromettere una possibile vittoria alle prossime elezioni. È questo il giudizio espresso da Clemente Mastella, che nel corso di un’intervista ha analizzato lo stato di salute del centrosinistra, le prospettive del centro politico, gli equilibri territoriali e la questione della rappresentanza parlamentare per Irpinia e Sannio.
Le parole del leader di Noi di Centro sono particolarmente nette. «Pur avendo questa volta la possibilità di vincere, a differenza del suicidio della volta scorsa, il Campo largo rischia un ulteriore suicidio», ha dichiarato Mastella, evidenziando le difficoltà della coalizione e l’assenza di una leadership riconosciuta.
Primarie e leadership, la critica di Mastella
Mastella si dice contrario alle primarie, almeno nella forma in cui vengono organizzate attualmente. Ricorda la propria esperienza, quando arrivò terzo nella consultazione che vide protagonisti Romano Prodi e Fausto Bertinotti, sottolineando come allora esistesse una figura capace di rappresentare l’intera coalizione.
«Oggi nel centrosinistra non c’è un leader», afferma, individuando nella segretaria del Partito democratico e nel presidente del Movimento 5 Stelle le due principali personalità di riferimento. Una situazione che, secondo Mastella, non equivale però alla presenza di una leadership condivisa e riconosciuta.
Il paragone con Giorgia Meloni è esplicito: «A differenza di Meloni, che è una leader, dall’altra parte manca una leadership riconosciuta».
Per uscire dall’impasse, il leader di Noi di Centro suggerisce una strada alternativa alla competizione interna. La sua proposta è commissionare un sondaggio per capire quale dei due principali esponenti del centrosinistra abbia maggiori possibilità di battere la presidente del Consiglio. «Se sarà uno dei due, bene», osserva, criticando quella che definisce una «contesa taurina» tra i due potenziali candidati.
Il centro rivendica la propria autonomia
Altro tema centrale dell’intervista è il ruolo del centro nello scenario politico nazionale. Per Mastella, il principio è chiaro: «Il centro è il centro. Dopodiché può allearsi da una parte o dall’altra».
La difficoltà, a suo giudizio, riguarda anche la capacità del centrosinistra di individuare una propria identità moderata e un punto di equilibrio politico. Mastella sostiene di essere impegnato a mettere insieme diverse componenti, ma lamenta un quadro caratterizzato da equilibri poco lineari.
Il rischio, secondo la sua analisi, è quello di andare incontro a una sconfitta senza aver fatto tutto il necessario per evitarla. «Si rischia di perdere e sembra quasi che si vada incontro alla ghigliottina con grande felicità», afferma polemicamente.
Partiti sempre più deboli, l’allarme sulla democrazia
Nel passaggio dedicato alla situazione locale, Mastella allarga il ragionamento alle condizioni dei partiti in Campania, citando Avellino, Benevento e Caserta.
Secondo il leader di Noi di Centro, il problema non riguarda una singola città, ma una crisi più generale delle organizzazioni politiche e della loro capacità di costruire comunità. «I partiti sono diventati dappertutto ectoplasmi: si sono sbiaditi e non hanno più una vera propensione ai valori», dichiara.
Per Mastella occorre tornare a coinvolgere persone, competenze e intelligenze, creando entusiasmo e offrendo risposte concrete ai problemi dei cittadini. In caso contrario, il rischio è quello di un progressivo indebolimento della democrazia.
A sostegno della propria analisi richiama quanto sta accadendo in diversi contesti europei, dalla Spagna alla Francia, e nelle periferie urbane, citando anche Napoli e le mobilitazioni dei giovani universitari a Roma.
Inchieste giudiziarie, Mastella: «Un’inchiesta ci sta»
Interrogato sulle inchieste giudiziarie che interessano sempre più spesso la cronaca amministrativa, Mastella risponde rivendicando la propria posizione personale e distinguendo le responsabilità individuali da quelle politiche.
«Ho passato momenti molto più terribili. Un’inchiesta ci sta», afferma, facendo riferimento al fatto che, come dichiara lui stesso, finora non sarebbe stato direttamente coinvolto.
Il suo ragionamento si concentra poi sulla responsabilità di chiunque commetta eventuali illeciti: «Risponde davanti alla magistratura e alla giustizia. Non è che si possa rispondere per gli altri».
Una posizione con cui Mastella sottolinea che le eventuali responsabilità devono essere accertate nei confronti delle singole persone, senza automatismi che coinvolgano altri soggetti.
Avellino, rapporti tesi e alleanze in discussione
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda i rapporti con il sindaco di Avellino, Laura Nargi? No: con il sindaco Gianluca Festa? Il riferimento è all’amministrazione guidata da Pizza, rispetto alla quale Mastella interviene sulle polemiche sollevate dal gruppo locale.
Rispondendo alle dichiarazioni del sindaco, secondo cui le critiche arriverebbero sempre dalla stessa parte e sarebbero prive di fondamento, Mastella replica: «Il costrutto c’era quando lo abbiamo votato. Adesso sembra che non ci sia più».
Il leader di Noi di Centro ribadisce che la propria area politica rappresenta una realtà che unisce Avellino e Benevento e lascia intendere che gli attuali equilibri potrebbero cambiare qualora venisse meno il riconoscimento del ruolo del suo movimento.
«Se ci vogliono bene, bene; altrimenti abbiamo altre strade, che non sono certo impercorribili», dichiara. E aggiunge un principio che considera fondamentale nella politica: «Le alleanze non sono eterne».
Mastella critica inoltre alcune formule di collaborazione tra forze politiche che, a livello locale, si trovano insieme pur appartenendo a schieramenti differenti sul piano nazionale o regionale. Cita in particolare il caso dei rapporti tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle a Benevento, definendo la situazione singolare.
«Possiamo essere determinanti»: il precedente del 2006
Nel ragionamento di Mastella, il peso politico del centro e delle forze più piccole potrebbe tornare decisivo in una competizione elettorale combattuta sul filo dei voti.
«Secondo me, alle elezioni si vince o si perde per poco», afferma, aggiungendo di aver esaminato anche i dati del sondaggio di Noto. Da qui la convinzione che la sua area possa avere ancora un ruolo importante, sebbene con un peso inferiore rispetto al passato.
Il riferimento storico è alle elezioni politiche del 2006, quando Mastella ricorda il contributo dato alla vittoria del centrosinistra. «Quando nel 2006 contribuimmo alla vittoria del centrosinistra, prendemmo 550mila voti», dichiara, richiamando il margine estremamente ridotto con cui la coalizione vinse alla Camera.
L’obiettivo del leader di Noi di Centro è chiaro: ricordare che, in una competizione elettorale equilibrata, anche una forza politica di dimensioni contenute può risultare decisiva. E la conclusione è affidata a una frase che sintetizza il suo atteggiamento nei confronti degli alleati: «Se vogliono vincere, bene; se non vogliono vincere, chi se ne fotte».
Legge elettorale, l’appello per Irpinia e Sannio
In chiusura, Mastella affronta il tema della legge elettorale e del rischio che territori come Irpinia e Sannio perdano ulteriormente rappresentanza in Parlamento.
Il leader di Noi di Centro precisa di non aver votato la legge, non essendo attualmente parlamentare, e invita a chiedere a chi l’ha sostenuta quali garanzie intenda offrire ai territori.
«Bisognerebbe chiedere a chi l’ha votata come intenda difendere il territorio», osserva, denunciando l’assenza di adeguate tutele per le aree interne.
Mastella rivela inoltre di aver firmato, insieme a giuristi esperti di diritto costituzionale, una richiesta affinché la Corte competente verifichi la legittimità delle disposizioni contestate.
Non si aspetta necessariamente che venga rimessa in discussione l’intera architettura della legge elettorale, ma ritiene che alcuni aspetti debbano essere modificati: «Diverse cose vanno modificate: alcune non reggono, non stanno in piedi».
Dalla leadership del centrosinistra alle alleanze locali, passando per il futuro del centro e la rappresentanza delle aree interne, l’intervista restituisce dunque il quadro di un Mastella critico verso gli attuali equilibri politici, ma convinto che la sua area possa ancora incidere sugli esiti delle prossime sfide elettorali.



