“Prima Solofra” in visita al depuratore: “Impianto vetusto, Regione intervenga”

La delegazione consiliare solofrana di minoranza “Prima Solofra” col capogruppo Antonio De Vita e i consiglieri Antonello D’Urso e Agata Tarantino si è recata mercoledì scorso senza alcun preavviso, presso il depuratore centralizzato di via Carpisano nella zona industriale, per capire e verificare le ragioni dei cattivi odori che devono sopportare i cittadini solofrani in questo particolare periodo di caldo estivo.

Sebbene accolta con formale garbo istituzionale non ha ricevuto però risposte particolareggiate a delle domande specifiche, mancando, a dire dei responsabili, preavviso ed autorizzazioni.

Questo non dimeno, dalla osservazione visiva dello stato dell’impianto ha dato la possibilità di capire alcune cose e di fare qualche considerazione. “I miasmi vengono effettivamente dal depuratore centralizzato che si presenta vetusto e carente per diversi motivi, legati ognuno ai vari soggetti preposti, si legge nella nota. In primo luogo vi è una responsabilità della Regione Campania, che è garante dell’impianto e della scelta della conduzione, dovendo provvedere anche con risorse proprie al buon funzionamento dello stesso”.

“Segue la gestione COGEI: Riteniamo infatti che non può essere solo una lettera di de responsabilità per mancati pagamenti regionali, inviata agli organi competenti, tra cui il prefetto di Salerno, la risposta a tante carenze. Il Ministero dell’Ambiente responsabile per competenza statale. Gli industriali di Solofra, che pur restando gli unici in Campania a pagare per l’inquinamento industriale ( pagano tra l’altro anche i costi di quelli a valle, essendo allo stato, il depuratore di Solofra indicato insieme a mercato S. Severino un unico impianto), pur coprendo manchevolezze di altri soggetti, vittime e bersaglio di tanti attacchi provenienti da più parti, hanno però il torto di non fronteggiare tutti insieme il problema”.

“Infine Il sindaco e la maggioranza comunale solofrana che dovrebbe fare sintesi e spingere i vari soggetti a confrontarsi tra loro, completare la separazione del sistema fognario, sottolineare le carenze del sistema, individuare soluzioni possibilmente definitive per scongiurare talora spese inutili e non risolutive , verificando da parte della Regione anche la possibilità di una soluzione tecnica alternativa, il tutto nell’unico interesse dell’industria e della salute dei solofrani”.

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