Sono quattro informazioni di garanzia firmate dal pm della Procura di Avellino Marco Auciello per omicidio colposo per la morte di Carmelo Picariello, 69enne avellinese ex operaio dell’Isochimica deceduto all’ospedale Moscati. La Procura di Avellino contesta l’omicidio colposo “in quanto nell’esercizio dell’attività d’impresa nella gestone dello stabilimento citato, svolgevano attività industriale in modo da diffondere polveri di amianto cosiddetto friabile (in maniera indiscriminata, non avendo adottato nei luoghi di lavoro adeguate misure ed idonei dispositivi destinati a prevenire l’esposizione all’amianto del lavoratore (quali sistemi di protezione delle vie respiratorie, sistemi di aspirazione delle di pulizia degli abiti dei lavoratori) e creando polveri, sistemi di abbattimento delle polveri e sistemi nello stesso tempo ambienti di lavoro estremamente insalubri, perché totalmente contaminati da amianto sotto forma di polvere e fibre volatili, percepibili anche ad occhio nudo”.
A riceverlo – come atto dovuto e in via provvisoria – Vincenzo Izzo, storico responsabile dello stabilimento, difeso dall’avvocato Alberico Villani, Pasquale De Luca, vice responsabile, difeso dall’avvocato Anna Caserta, Aldo Serio, ex funxionario e dirigente, difeso dall’avvocato Claudio Fiori del foro di Roma e dall’avvocato Flavia Ghelli del foro di Roma, Giovanni Notarangelo, ex dirigente dello stabilimento, difeso dagli avvocati Claudio Fiori e Flavia Ghelli del foro di Roma, tutti già condannati nel processo Isochimica e imputati in concorso di omicidio colposo.
La vittima, per cinque anni operaio dell’ex Isochimica, dove scoibentava le carrozze ferroviarie, faceva parte del lunghissimo elenco di operai costituiti parte civile al processo per le lesioni. Era stata riconosciuta la patologia di asbestosi per cui aveva già ottenuto una percentuale di invalidità dall’Inps. A rappresentare i familiari l’avvocato Brigida Cesta.L’autopsia sarà eseguita dall’anamopatologo Antonio Perna, Brunello Pezza specialista di medicina interna e Elena Piciocchi medico legale. I consulenti – che domani riceveranno l’incarico – dovranno stabilire se nel decesso di Carmelo Picariello vi è correlazione con l’esposizione alle fibre di amianto durante il periodo in cui ha lavorato nello stabilimento dell’ex Isochimica.
La salma di Carmelo Picariello, 69 anni, ex scoibentatore dell’Isochimica di Pianodardine, era stata sequestrata, nei giorni scorsi, per consentire l’accertamento tecnico. L’esame irripetibile era stato disposto direttamente dalla Procura di Avellino per far luce sulle cause del decesso dell’ex operaio della fabbrica dei veleni. A dare la notizia della sua morte, erano stati i colleghi, sulla pagina del Comitato di lotta operai, senza giri di parole. «Da 40 anni chiediamo giustizia e dignità, eppure il silenzio di loro signori continua ad essere l’unica risposta». Poi la domanda a chi siede nelle istituzioni con un mandato ricevuto dai cittadini «nel nome della Costituzione»: dove sono «il rispetto, la presenza, la responsabilità»? Il loro, scrivono, «non è solo dolore, è uno sdegno composto, fermo, radicato nella carne di chi ha visto morire compagni e amici nell’indifferenza delle istituzioni». Alla famiglia i colleghi avevano promesso: «Non vi lasceremo soli». E hanno assicurato che la battaglia andrà avanti «anche per chi non c’è più».
L’avvocato Cesta ha scritto di nuovo al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nella lettera parla di lavoratori «terrorizzati» dall’ennesima morte. «La sua disponibilità aveva riacceso una speranza che spero non si infranga nuovamente con la macchina della burocrazia», scrive il legale. La richiesta è sempre la stessa. Gli ex operai e l’avvocato hanno più volte chiamato in causa le più alte cariche dello Stato: un tavolo tecnico interministeriale con Rfi, Mef e Viminale per trovare una soluzione transattiva ed equa sui risarcimenti dovuti per il disastro.

