Un nuovo approccio alla pianificazione territoriale, fondato su mobilità sostenibile, tutela ambientale e gestione delle risorse idriche, è al centro del percorso avviato dalla Provincia di Avellino con il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP). Un piano che, nelle intenzioni del presidente Rizieri Buonopane e del consigliere provinciale Raffaele Buonanno, punta a invertire un trend negativo che da anni penalizza le aree interne.
Buonopane: “La nostra provincia vive difficoltà evidenti, comuni a molti territori interni. Ma non accettiamo l’idea di un declino irreversibile. Con la nuova cabina di regia, coordinata dal prof. Roberto Gerundo e affiancata dagli esperti Dell’Anno e Belgio, vogliamo definire una strategia concreta di sviluppo.”
Il presidente ribadisce come mobilità sostenibile e tutela della risorsa idrica siano pilastri di un piano che guarda al futuro con pragmatismo, valorizzando quanto già esiste e lavorando per completare infrastrutture rimaste ferme da anni.
Accanto alla visione ambientale, c’è anche un impegno amministrativo. “Uno dei principali obiettivi,” sottolinea Buonopane, “è semplificare la vita dei Comuni, soprattutto di quelli che non hanno ancora un piano urbanistico. Non possiamo più permettere interventi isolati: serve una visione unitaria.”
Buonanno: “PTCP strumento di supporto e sburocratizzazione: la chiave è ascoltare i territori”
Per il consigliere Buonanno, il binomio ambiente–turismo rappresenta il cuore della nuova pianificazione. “Il PTCP è uno strumento che mancava da anni. Io lo definisco con le tre ‘S’: supporto alle amministrazioni, sviluppo e semplificazione. La sburocratizzazione è essenziale per chi, come me, vive quotidianamente le difficoltà dei sindaci,” ha spiegato.
Il consigliere richiama l’importanza del dialogo con i territori: “Il punto focale è l’ascolto. Dobbiamo comprendere le reali esigenze dei Comuni per costruire un piano che abbia ricadute concrete. E il lavoro che stiamo portando avanti va proprio in questa direzione.”
Gerundo: “Province ferme da anni, ora serve coraggio. Il declino si combatte innovando e ripartendo subito”
Il coordinatore della cabina di regia, prof. Roberto Gerundo, invita a una presa di responsabilità collettiva: “I 118 sindaci della provincia dovranno compiere un ulteriore sforzo. Le Province, in Italia, sono ferme da troppo tempo nella pianificazione territoriale, ma Avellino può tornare protagonista.”
Richiamando dati Istat, Gerundo parla senza giri di parole: “Se non interveniamo ora, in trent’anni rischiamo uno spopolamento progressivo delle aree interne. Per questo dobbiamo partire subito, puntando su infrastrutture, servizi e capacità di spesa. L’alta velocità e la piattaforma logistica saranno centrali, ma i tempi sono lunghi: serve determinazione.”
Il professore evidenzia anche la necessità di innovare il PTCP, superando la vecchia logica di mero controllo del suolo. “Oggi, nella maggior parte delle aree interne, non c’è pressione urbanistica. Ma occorre un piano che legga correttamente territori molto diversi, dalle zone suburbane come Valle Caudina e Baianese alla conurbazione avellinese.”
Una sfida complessa, ma l’obiettivo è chiaro
La Provincia punta a costruire una strategia unitaria che metta fine alla frammentazione dei Comuni, valorizzi le risorse esistenti e rilanci la mobilità sostenibile come motore di sviluppo. Un percorso non privo di ostacoli, come ammette lo stesso Buonopane, ma che rappresenta per l’Irpinia un’occasione da non perdere per evitare un arretramento economico e demografico sempre più evidente.
Il nuovo PTCP si presenta così come un banco di prova decisivo: dalla capacità di fare sistema dipenderà il futuro delle aree interne e, con esso, quello dell’intera provincia di Avellino.




