Atripalda, a scuola attraverso la scala di ferro: più sicurezza di questo…

Entrare e uscire da scuola attraverso la scala di sicurezza: cosa volete più dall’efficientissima direzione dell’Istituto Comprensivo De Amicis-Masi di Atripalda?

Scala di sicurezza che, come dice la parola, è “sicura”.

Quella struttura però va essere utilizzata per situazioni di emergenza, altrimenti non avrebbero costruito le scale con trave a ginocchio e marmi all’interno dell’edificio.

Sicurezza con la scala

A dare notizia della curiosa gestione di accesso e uscita dalla scuola sono i colleghi di www.impresadiretta.net, sempre attenti alle problematiche di Atripalda.

Nell’articolo si legge quanto segue.

Ormai non ci stupiamo più delle stravaganze che vengono messe in atto.

L’ultima, che sarà verificata dagli enti preposti avvertiti nelle sedi competenti, sta accadendo in queste ore, dopo il rientro in presenza delle classi quarte e quinte alla scuola primaria De Amicis di Piazza Vittorio Veneto.

Ma tra le tante note positive che arrivano dal rientro in classe, spunta una disposizione che non riusciamo proprio a comprendere.

L’entrata, come anche l’uscita degli alunni delle classi quarte e quinte, avviene attraverso la scala di emergenza posta sul retro dell’edificio. 

I piccoli alunni sono costretti a salire le ripide gradinate in ferro per recarsi al secondo piano della struttura, per fare il loro ingresso in aula. 

Per un adulto sarebbe un gioco da ragazzi, per dei bambini la cosa potrebbe essere assai pericolosa, non solo per il peso dello zaino, ma, come capitato nella mattinata odierna, il vento e la pioggia hanno reso la scalata e la discesa ancora più difficoltosa””.

Risposta zero

Sappiamo pure che i colleghi di www.impresadiretta.net hanno tentato di mettersi in contatto con la dirigente scolastica dell’Istituto De Amicis-Masi di Atripalda.

Noi li abbiamo imitati, siamo stati egualmente messi in lista di attesa, ricevendo la stessa risposta: La Dirigente non riceve nessuno, se volete scrivetele, vi risponderà… forse”.

Di grazia, gentile e occupatissima dirigente, ci faccia sapere qualcosa.

Noi le abbiamo scritto pubblicamente attraverso questo articolo che, per conoscenza, indirizziamo pure all’ufficio stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri affinchè venga attivata la locale stazione dei Carabinieri di Atripalda per le verifiche del caso.

Se avrà voglia e tempo per rispondere, gentile dirigente scolastica, utilizzi la nostra mail: saremo lieti di riscontrare la sua gradita versione. Senza “forse” come ha invece detto una sua telefonista.

Oppure dobbiamo attendere che qualcuno si faccia male?

In quel caso poi le risposte andrebbero fornite a un pubblico ufficiale, anche da parte di chi, girandsi dall’altra parte, ha detto: “Sono decisioni interne alla scuola, noi cosa possiamo fare?”.

Cosa fare? Prevenire…

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