Il Congresso di Forza Italia in Campania rischia di trasformarsi da momento di confronto e di rilancio politico in una vera e propria resa dei conti interna. E’ questo il senso del documento sottoscritto da Bicchielli, Patriarca, De Rosa e dall’irpino Petitto che intervengono pubblicamente per denunciare il clima che si è venuto a creare nel partito e per chiedere di fermare una contrapposizione che, secondo i firmatari, rischia di produrre soltanto divisioni e lacerazioni.
«Quello che sta accadendo in queste ore nelle diverse province della Campania conferma purtroppo tutte le preoccupazioni che abbiamo manifestato in questi mesi. Il congresso rischia ormai di assumere i contorni di una vera e propria farsa e, soprattutto, di dilaniare ulteriormente Forza Italia».- si legge testualmente dalla nota congiunta dei deputati che la hanno sottoscritta.
I deputati Pino Bicchielli e Annarita Patriarca, il senatore Raffaele De Rosa e il consigliere regionale della provincia di Avellino, Livio Petitto, esprimono una posizione «condivisa da tanti amministratori, dirigenti e rappresentanti istituzionali di tutte e cinque le province della Campania».
«In queste ore assistiamo a una situazione di grande confusione sui territori, con divisioni, tensioni e contestazioni che attraversano il partito da una provincia all’altra. Non è questa la funzione di un congresso. Un congresso deve unire attraverso il confronto, consentire a tutti di partecipare nelle stesse condizioni e offrire al partito una prospettiva politica. Non può ridursi a una conta tra pacchetti di tessere, mentre ancora oggi permane una profonda incertezza sulla reale platea degli iscritti e degli aventi diritto, né a firme richieste o raccolte attraverso WhatsApp, come dimostrano messaggi inviati in queste ore da alcuni dirigenti del partito- spiegano “.
Una presa di posizione netta dei quattro firmatari preoccupati che denunciano il metodo con cui si sta affrontando il congresso, l’occasione per discutere di programmi, territorio, organizzazione e prospettive politiche.
« Ogni giorno da un mese, leggiamo numeri diversi: iscritti, firme, amministratori, giovani. Cifre continuamente rilanciate che sembrano talvolta più numeri al lotto che dati reali e verificabili. Non è una questione secondaria: questa continua guerra dei numeri conferma la leggerezza con cui si sta affrontando un momento estremamente delicato per la vita del partito. Un congresso serio ha bisogno di dati certi, trasparenti e verificabili, non di cifre utilizzate di volta in volta per alimentare una rappresentazione politica».
«La nostra non è una battaglia contro qualcuno e non è neppure la richiesta di cancellare il congresso. Chiediamo esattamente il contrario: che il congresso si faccia davvero. Che venga celebrato in una data e con modalità che garantiscano a tutti gli iscritti, a tutte le sensibilità e a tutti i territori la possibilità di partecipare realmente, conoscendo preventivamente la platea congressuale e le condizioni della competizione. Rinviare oggi non significherebbe avere paura del confronto, ma restituire credibilità al confronto».
«C’è infine un aspetto che, sul piano politico e umano, ci duole particolarmente. In tutti questi mesi abbiamo scritto più volte al segretario nazionale Antonio Tajani, chiedendo un confronto per rappresentargli direttamente la situazione della Campania e provare insieme a trovare una soluzione politica. Erano richieste provenienti da parlamentari e consiglieri regionali, del suo partito. Non siamo mai stati convocati. Non comprendiamo perché e questa rimane, ancora oggi, una domanda senza risposta».
Concludono Bicchielli, Patriarca, De Rosa e Petitto: «Forza Italia viene prima di qualsiasi congresso e di qualsiasi candidatura. Noi vogliamo continuare a lavorare per un partito aperto, inclusivo, competitivo e capace di parlare alla società campana. È un’impostazione condivisa da tanti amministratori delle cinque province, che ogni giorno rappresentano Forza Italia nei propri territori. Nessuna conta congressuale può valere il prezzo di un partito diviso. Fermarsi oggi, garantire regole e partecipazione e celebrare un congresso vero domani sarebbe un atto di responsabilità e di amore verso Forza Italia».

