Antonello Cerrato pronto a raccontare tutto : Delusioni, tradimenti e giochi di potere

Non è la prima volta che Antonello  Cerrato lancia segnali di insofferenza contro la politica irpina e, nello specifico, contro il PD, partito da cui proviene.
Il medico montorese  rompe il silenzio per dare la sua narrazione dei fatti e affida ai social un lungo sfogo politico dopo un ottobre difficile. Parole durissime contro la politica irpina, chiare che lasciano presagire una scelta che potrebbe allontanarlo per sempre dal Partito democratico con cui i rapporti sono diventati difficili da tempo. Si fanno già diverse ipotesi su dove Cerrato potrebbe approdare. 
Questa volta il tono sembra ancora più duro e il messaggio potrebbe nascondere sviluppi destinati a incidere sugli equilibri politici irpini, sicuramente in termini di voti che Cerrato ha.
 Un lungo, durissimo ed amaro sfogo, tracciando il bilancio di un momento segnato, come racconta, da profonde delusioni politiche e personali, ma anche da importanti soddisfazioni professionali.

«Alcuni apparentemente amici fraterni da un momento all’altro si trasformano in spietati traditori», scrive Cerrato, lasciando trasparire di avere vissuto situazioni che hanno profondamente incrinato rapporti personali e politici.

Ma è soprattutto contro il sistema politico provinciale e regionale che arrivano le accuse più pesanti. Cerrato parla di una Irpinia che, a suo giudizio, sarebbe nelle mani di pochi soggetti capaci di condizionare la politica locale attraverso favori, rapporti di dipendenza e giochi di potere.

«Nessun politicuccio locale ha il coraggio di contrastarli», denuncia, sostenendo che alcuni rappresentanti del territorio sarebbero diventati ostaggi proprio dei favori ricevuti.

Nel suo sfogo sui social, le accuse più pesanti, tuttavia, sono rivolte al sistema di potere che, secondo la sua ricostruzione, condizionerebbe la politica irpina attraverso rapporti di dipendenza, favori e dinamiche consolidate.

Non è la prima occasione in cui Cerrato manifesta pubblicamente il proprio dissenso. Una contrapposizione che, a giudicare dalle sue parole, non sembra aver trovato finora una soluzione politica.  Un silenzio che contribuisce ad alimentare le domande sul futuro del suo rapporto con la formazione politica di appartenenza.

La questione potrebbe assumere un peso ancora maggiore in vista delle prossime elezioni politiche. Non è da escludere, infatti, che il progressivo deterioramento dei rapporti con il PD possa spingere Cerrato a guardarsi intorno e a valutare un diverso percorso politico, eventualmente anche attraverso un nuovo approdo.

Al momento si tratta di uno scenario possibile, non di una decisione annunciata. Ma il susseguirsi delle polemiche e la durezza delle ultime dichiarazioni rendono inevitabile interrogarsi sulla sua futura collocazione.

Nel suo messaggio, intanto, Cerrato rivendica autonomia e libertà: «Io invece sono libero, non ho bisogno di niente e di nessuno che mi aiuti». Una dichiarazione che sembra voler marcare una distanza netta da quelle logiche di potere che contesta e che accompagna con l’orgoglio per i risultati raggiunti in ambito professionale.

Il passaggio conclusivo assume quasi il significato di un avvertimento politico: «Oggi finalmente mi sento sereno, pronto a ripartire e a raccontare tutto alla mia gente».

Un annuncio che lascia aperti diversi interrogativi. Cerrato intende rendere pubbliche vicende finora rimaste riservate? Vuole rilanciare la propria iniziativa politica in Irpinia? Oppure si prepara a una nuova stagione lontano dagli attuali riferimenti ?

Per ora non ci sono nomi, né decisioni ufficiali. Resta però una presa di posizione che conferma un rapporto sempre più problematico con una parte del centrosinistra irpino.

Se la rottura dovesse diventare definitiva, la domanda non sarebbe più soltanto cosa Cerrato contesti al suo partito, ma soprattutto dove deciderà di andare.

«Da domani si ricomincia, senza tregua, per vincere ancora insieme. W Avellino, W l’Irpinia», termina. Una conclusione che sa di ripartenza. Ma in politica, talvolta, ripartire significa anche cambiare strada.

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