Avellino, riparte il confronto sugli alloggi popolari: allarme per 200 sfratti in città

Il Comune riapre il dialogo con i sindacati e punta a rilanciare l’Osservatorio sulla casa. Giordano: «Servono risorse adeguate per la manutenzione e una programmazione degli interventi».

Riprende il confronto tra il Comune di Avellino e le organizzazioni sindacali sul tema dell’emergenza abitativa. Dopo il periodo di commissariamento, l’amministrazione punta a ricostruire il dialogo con le parti sociali, riattivare l’Osservatorio sulla casa e affrontare le questioni ancora aperte, dalle assegnazioni degli alloggi popolari al rischio sfratti.

L’incontro, promosso dall’assessore Giancarlo Giordano, ha registrato la disponibilità condivisa a rilanciare l’organismo di confronto e a dare maggiore attenzione alle procedure di assegnazione.

Tra le principali preoccupazioni c’è la possibile ondata di sfratti: secondo stime sindacali, ancora approssimative, potrebbero essere circa 700 in provincia e 200 nel capoluogo. Uno scenario collegato alle nuove disposizioni nazionali in materia di morosità e occupazioni abusive. Giordano sottolinea la necessità di prepararsi per tempo, evitando che l’emergenza si traduca in una crisi sociale.

L’assessore richiama inoltre le criticità degli alloggi e dei prefabbricati, dove si registrano infiltrazioni e problemi strutturali. Attualmente il Comune destina 35mila euro annui alla manutenzione, una somma giudicata insufficiente. A questa cifra si sono aggiunti recentemente circa 50mila euro attraverso una variazione di bilancio, ma secondo Giordano occorre programmare interventi e stanziare risorse più consistenti già all’inizio dell’anno, evitando di intervenire soltanto quando i problemi diventano urgenti.

«La casa è il fondamento del vivere civile», evidenzia l’assessore, che chiede di considerare l’abitare una priorità sociale e un diritto da tutelare, non soltanto una questione di proprietà.

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