Vinicio Capossela a Pompei per il tour di Ovunque Proteggi

during Burg Herzberg Festival at Hessen, Breitenbach am Herzberg, , Germany on 2017-07-29, Photo: Sven Mandel

C’è un filo sottile ma ben percepibile che lega Vinicio Capossela alla sua terra d’origine, l’Irpinia, fatto di suggestioni, racconti e immagini che attraversano tutta la sua produzione artistica.

Un legame che si riflette nel modo in cui il cantautore costruisce i suoi spettacoli, trasformando ogni concerto in un’esperienza che va oltre la semplice esecuzione musicale.

Nato ad Hannover il 14 dicembre 1965, sotto il segno del Sagittario, da genitori campani emigrati all’estero – il padre è di Calitri, la madre di Andretta – rappresenta uno degli artisti più eclettici della scena musicale italiana.

Si distingue infatti per la capacità di mescolare il jazz e l’improvvisazione con elementi spesso a contrasto: una personale cifra distintiva che l’ha portato a conseguire delle contaminazioni ricche di sapienza, frutto di una solida cultura musicale e di una certa ironia.

Nel 2026 Capossela torna protagonista portando di nuovo in tour Ovunque Proteggi. Tra le tappe più attese c’è quella di Pompei – in programma il prossimo 13 luglio – che si rivela tutt’altro che una scelta casuale.

Sulle tracce di Pompei, in cerca di protezione e radici

Pompei, con il suo sito archeologico amato in tutto il mondo, rappresenta uno dei luoghi più evocativi del patrimonio culturale italiano, perfetto per accogliere un artista come Capossela, per il quale contaminazione fa sempre rima con narrazione.

L’attesa per l’evento è alta, anche perché Capossela torna a esibirsi in un contesto capace di amplificare il valore simbolico della sua performance, in un dialogo continuo tra passato e presente.

La cornice è quella della rassegna BOP – Beats of Pompei ed è lontana dall’affermarsi come un omaggio. È piuttosto una “convocazione”, come l’ha definita l’artista campano, che considera la sua opera “un disco nato dall’antichità, e nelle rovine trova la sua eco naturale. Pompei ci ricorda la grandezza e la finitezza del genere umano.”

La dimensione autentica dell’esperienza live

È nella dimensione dal vivo che la musica di Capossela trova la sua espressione più completa, a fronte di un’immersione a 360° in cui il pubblico è parte integrante della narrazione.

Il percorso artistico di Capossela è del resto sempre stato caratterizzato da una forte componente teatrale e narrativa, capace di trasformare i concerti in momenti di pura emozione e spettacolo.

Eventi come quello in programma a Pompei dimostrano quanto la musica dal vivo continui a rappresentare una delle forme di intrattenimento più interessanti per il pubblico.

Qualcosa che vale anche in un panorama in cui si registra una crescita delle esperienze digitali, che cercano di ricreare online la stessa atmosfera di partecipazione tipica dei format live, dedicando un’attenzione particolare alla qualità dell’ambiente di gioco, pensato per offrire un’esperienza sicura e regolamentata agli utenti.

Il concerto di Pompei si inserisce in una riflessione più ampia sul modo in cui oggi il pubblico vive lo spettacolo, tra presenza fisica e nuove modalità di fruizione, mantenendo intatta la ricerca di coinvolgimento ed emozione.

Una musica colta e profonda

La musica di Capossela, nella sua audacia, è profondamente colta. Non stupisce, dunque, la laurea honoris causa a lui conferita dall’Orientale di Napoli il 26 settembre 2023, nella cornice della basilica di San Giovanni Maggiore, all’interno del corso di “Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea”.

Un riconoscimento che rappresenta il segno concreto di quel filo rosso che dicevamo all’inizio e che trova nella tappa estiva di Pompei del tour di Ovunque Proteggi una nuova storia, culturale ma anche di legame con il territorio d’origine.

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