Mercogliano, accusati di aver favorito la latitanza del boss Aloia: scarcerati

I giudici della Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli hanno accolto l’istanza di annullamento della misura cautelare presentata dai difensori di M.P. di Mercogliano e N.L., originario del nolano ma da tempo residente a Manocalzati, gli avvocati Roberto Romano, Claudio Frongillo e Antonio Iannaccone coinvolti in un blitz della Dda di Napoli e dei Carabinieri di Castello di Cisterna, rimettendo entrambi in libertà.

I magistrati del Tribunale della Libertà hanno annullato la misura emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Alessandra Grammatica, che aveva accolto la richiesta firmata dal pm antimafia Henry John Woodcock e dal Procuratore Aggiunto Sergio Ferrigno, disponendo il carcere per i due indagati, accusati di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati dell’agevolazione al gruppo Luongo-Covone- Aloia.

I due avrebbero dato ospitalità e apporto logistico ad Aloia, ricercato dopo aver fatto perdere le sue tracce dopo un permesso e accusato di aver compiuto un omicidio a Scisciano qualche giorno prima di essere individuato nella zona irpina e succesivamente arrestato a Gricignano d’Aversa.

Ora si attende di comprendere la motivazione per cui i giudici del Tribunale del Riesame hanno annullato l’ordinanza. N.L. difeso dal penalista Claudio Frongillo, era accusato di aver prelevato il 23 dicembre un uomo con stampelle a Mercogliano, che per i Carabinieri  sarebbe stato Antonio Aloia.

 

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