Picone giura da presidente: Provincia tra rigore e discontinuità nel segno della condivisione

A Palazzo Caracciolo l’insediamento ufficiale. Rifiuti e Sistema Irpinia tra le prime priorità

Il presidente Fausto Picone apre il nuovo mandato puntando su rapidità amministrativa, conti pubblici e coinvolgimento dei sindaci. Avviato l’esame dei dossier su Irpiniambiente e Sistema Irpinia.

Con il giuramento sulla Costituzione italiana, pronunciato davanti al Consiglio provinciale, Fausto Picone ha assunto ufficialmente la guida della Provincia di Avellino. La seduta a Palazzo Caracciolo segna l’avvio formale di un mandato che il nuovo presidente vuole caratterizzare attraverso concretezza, rigore nella gestione e discontinuità rispetto agli assetti precedenti.
L’insediamento arriva pochi giorni dopo l’elezione del sindaco di Candida, che il 6 giugno ha superato il presidente uscente Rizieri Buonopane nella consultazione di secondo livello riservata a sindaci e consiglieri comunali irpini.

Il lavoro iniziato dopo il voto
«Questo momento solenne non rappresenta il nostro punto di partenza, bensì l’atto formale di un lavoro iniziato con determinazione fin dal giorno successivo alla mia elezione», ha dichiarato Picone durante la prima seduta assembleare, aperta con la verifica dei requisiti di eleggibilità.
Il messaggio rivolto al Consiglio è quello di un’amministrazione chiamata ad accelerare. «La Provincia di Avellino ha bisogno di risposte repentine e non può più attendere», ha aggiunto il presidente, indicando la necessità di affrontare immediatamente le questioni rimaste aperte e le difficoltà finanziarie delle società legate all’ente.
Alla nuova consiliatura partecipa anche Franco Di Cecilia, subentrato nel seggio lasciato libero da Picone dopo la sua elezione alla presidenza. Nel corso della seduta sono state inoltre comunicate la nomina di Marcantonio Spera alla vicepresidenza e la composizione delle commissioni consiliari permanenti.
Irpiniambiente e i crediti dei Comuni
Il dossier più delicato riguarda Irpiniambiente, la società provinciale impegnata nella gestione del ciclo dei rifiuti. L’indirizzo politico annunciato da Picone è quello di tutelare la natura interamente pubblica del servizio, lavorando insieme all’Ente d’Ambito di Avellino alla prevista separazione del ramo aziendale.
Resta centrale il tema della liquidità. La nuova amministrazione intende rafforzare il recupero dei crediti vantati nei confronti dei 93 Comuni che, secondo quanto riferito dall’ente, risultano morosi nei versamenti collegati alla Tari. Il presidente ha annunciato un confronto con le amministrazioni locali, senza rinunciare alla necessità di garantire stabilità finanziaria alla società.
Il futuro del servizio dovrà essere definito in sinergia con l’Eda, evitando soluzioni che possano indebolire il controllo pubblico. Per Picone, la riorganizzazione dovrà tenere insieme sostenibilità economica, qualità del servizio e responsabilità degli enti coinvolti.
La ripartenza di Sistema Irpinia
Un secondo fronte riguarda la fondazione Sistema Irpinia. L’azzeramento dei vertici apre una fase di revisione della struttura e delle attività portate avanti negli ultimi anni. La volontà dichiarata è quella di recuperare l’impostazione originaria del progetto nato nel 2019, rafforzandone la funzione di promozione territoriale.
Tra le direttrici indicate emerge il Turismo delle radici, considerato uno strumento per ricostruire il rapporto con le comunità irpine residenti all’estero e generare nuove opportunità per borghi, imprese e attività culturali. L’obiettivo è superare una promozione frammentata e costruire un’offerta capace di mettere in rete i diversi territori della provincia.
Palazzo Caracciolo casa dei sindaci
Nel suo intervento programmatico, Picone ha ribadito l’intenzione di trasformare la Provincia nella vera «casa dei sindaci». L’ente dovrà diventare un luogo di coordinamento aperto ai rappresentanti dei 118 Comuni irpini, con particolare attenzione alle amministrazioni più piccole e alle aree interne.
La scelta di mettere a disposizione uno spazio fisico per ciascun gruppo consiliare a Palazzo Caracciolo viene presentata come il primo segnale concreto di questa impostazione. Consiglieri e forze politiche potranno utilizzare gli uffici per incontrare amministratori e rappresentanti del territorio, garantendo pari dignità e condizioni di partecipazione.
Nelle prossime settimane saranno assegnate le deleghe operative ai consiglieri. Da quella distribuzione emergerà l’assetto politico completo della nuova amministrazione e si misurerà la capacità del presidente di tradurre il principio della condivisione in una gestione collegiale dei principali dossier provinciali.

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