La partita sulla nuova giunta di Nello Pizza diventa il primo terreno di scontro politico dopo le amministrative di Avellino. A intervenire è Gianluca Festa, oggi consigliere comunale, che legge le indiscrezioni sulla composizione dell’esecutivo come il segnale di un ritorno a formule già viste più che come l’avvio di una stagione di rinnovamento. Il riferimento è ai nomi circolati nelle ultime ore, da Matarazzo ad Ambrosone, da Trezza a Nicola Giordano, fino a Giancarlo Giordano e Geppino Giacobbe, figure che secondo l’ex sindaco hanno già attraversato precedenti esperienze amministrative cittadine.
La polemica sulla discontinuità
Per Festa, il punto politico non riguarda la dignità personale dei possibili assessori, ma la coerenza tra la campagna elettorale e le scelte di governo. Il consigliere sostiene che il rinnovamento promesso agli elettori rischi di non tradursi in atti concreti e che una parte della città avrebbe potuto valutare diversamente il voto se il quadro delle future nomine fosse stato chiaro prima delle urne.
Nel mirino finisce anche l’equilibrio interno alla coalizione. Festa ritiene che la sinistra, pur avendo contribuito in modo rilevante alla vittoria di Pizza, non stia ricevendo un riconoscimento politico adeguato. Secondo la sua lettura, oltre a un assessorato, quell’area avrebbe potuto esprimere anche una figura istituzionale di peso nel Consiglio comunale, a partire dalla presidenza dell’assemblea.
Il nodo Movimento 5 Stelle
Il passaggio più delicato riguarda il Movimento 5 Stelle e il ruolo di Aquino. Festa sottolinea come il primo dei non eletti indicato dall’area pentastellata non risulti, almeno nelle ipotesi circolate, destinato alla carica di vicesindaco. Da qui nasce l’accusa politica: la possibile esclusione sarebbe legata alla necessità di mantenere gli impegni assunti con Trezza e Giacobbe, entrambi considerati in corsa per un posto nell’esecutivo.
La questione, nella ricostruzione del consigliere, non è soltanto interna alla maggioranza. Tocca il rapporto tra partiti, candidati ed elettori. Festa sostiene che le comunità politiche della sinistra e del Movimento 5 Stelle rischino di vedere indeboliti i principi rivendicati in campagna elettorale, se le scelte di giunta fossero percepite come il risultato di accordi precedenti e non di un equilibrio trasparente.
Una maggioranza già sotto pressione
La nascita della giunta Pizza si annuncia quindi come il primo banco di prova della nuova amministrazione. Le tensioni sui nomi, sulle deleghe e sugli assetti istituzionali mostrano una coalizione ancora impegnata a trovare una sintesi tra rappresentanza politica, promesse elettorali e ambizioni personali. Nel nuovo Consiglio comunale, la maggioranza del sindaco può contare su venti consiglieri, mentre le aree riconducibili a Laura Nargi e Gianluca Festa hanno eletto sei consiglieri ciascuna.
Per Pizza, la composizione della squadra non sarà dunque un passaggio tecnico, ma una scelta politica destinata a definire subito il profilo della consiliatura. Per le opposizioni, invece, le prime frizioni offrono l’occasione per mettere in discussione la promessa di cambiamento su cui il centrosinistra ha costruito la propria vittoria.

