Il presidente del consiglio comunale di Avellino , Nicola Giordano, affida a un post si Fcebook la sua risposta sulla polemica verbale con il consigliere ed ex Sindaco di Avellino, Gianluca Festa sulla modifica delle date delle sedute dell’Assise municipale a Palazzo di Città.
“Leggo dichiarazioni molto gravi nei miei confronti, nelle quali si parla addirittura di “arroganza”, “prepotenza”, “comportamenti dittatoriali” e mancato rispetto delle istituzioni.
Credo allora sia opportuno ricostruire semplicemente i fatti, perché sono sufficienti a chiarire quanto accaduto.
Nel corso della Conferenza dei Capigruppo, era stata inizialmente individuata la data del 13 ottobre per la convocazione del Consiglio comunale.
Nel corso della stessa riunione, il consigliere Gianluca Festa ha però rappresentato la propria impossibilità personale ad essere presente in quella data.
Pur non essendovi alcun obbligo di modificare per questo motivo la programmazione dei lavori consiliari, ho ritenuto corretto tenere conto della sua richiesta.
Ho quindi chiesto alla Conferenza una breve sospensione per verificare, insieme al Sindaco, la cui presenza in consiglio sarebbere stata necessaria per alcuni degli argomenti da trattare, la possibilità di individuare date alternative.
Alla ripresa dei lavori ho comunicato le nuove date:
21 ottobre, per la discussione delle mozioni presentate dai gruppi di minoranza e per il riconoscimento di 14 debiti fuori bilancio;
28 ottobre per la seduta monotematica dedicata alle interrogazioni a risposta immediata.
Il Consiglio, dunque, non viene affatto “negato”: viene convocato appena otto giorni dopo la data inizialmente ipotizzata, proprio perché si è ritenuto di venire incontro a un’esigenza personale rappresentata dallo stesso consigliere Festa.
Apprendo ora, con una certa sorpresa, che proprio chi aveva dichiarato di non poter partecipare il 13 ottobre considera improvvisamente quella stessa data irrinunciabile e trasforma la disponibilità dimostrata nei suoi confronti in un’accusa di prevaricazione.
Questa ricostruzione dei fatti è, a mio avviso, evidentemente pretestuosa.
Essere disponibili nei confronti di un consigliere, anche di opposizione, non significa essere deboli né tantomeno violare le regole. Significa esercitare il proprio ruolo cercando, quando possibile, di garantire la più ampia partecipazione ai lavori del Consiglio.
Io continuerò ad operare con equilibrio, nel rispetto del Regolamento, delle prerogative di tutti i consiglieri e, soprattutto, dell’Istituzione che rappresento.
Al consigliere Festa dico soltanto questo:
la polemica politica è legittima, la rappresentazione capovolta dei fatti no. Soprattutto quando si tenta di trasformare una disponibilità, accordata anche per venire incontro a una sua esigenza personale, in un’accusa di prevaricazione.
La realtà dei fatti è molto più semplice delle polemiche che si tenta di costruire artamente.”
Fin qui Giordano che nel post esprime sorpresa per le successive contestazioni e richiama il ruolo istituzionale del Consiglio comunale.
