Piantedosi ad Avellino per i 25 anni del Corriere dell’Irpinia: “Il rilancio della politica parte dai territori”

In occasione delle celebrazioni per i 25 anni del Corriere dell’Irpinia, ospitate al Carcere Borbonico di Avellino, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha offerto una riflessione sul ruolo dei partiti, sulla sfida delle prossime elezioni regionali e sulla crisi di rappresentatività che attraversa la politica italiana.

“Bisogna ritrovare i nodi della passione per la politica – ha sottolineato – e restituire una politica forte anche attraverso soggetti intermedi. C’è bisogno di partiti che tornino a fare il loro lavoro. Credo che le opportunità ci siano tutte, a partire proprio da territori come quello dell’Irpinia”.

Il ministro ha poi affrontato il tema delle regionali del 23 e 24 novembre, ricordando che il centrodestra è vicino alla scelta del candidato: “Se lo ha detto Martuscello, sarà proprio così. Le notizie che ho corrispondono al fatto che siamo alla stretta finale: ci sarà un candidato, probabilmente civico. Poi, certo, le ultime ore possono riservare sorprese, ma credo che la direzione sia quella”.

Sul fronte opposto, dove pesa l’accordo tra Roberto Fico e Vincenzo De Luca, Piantedosi ha preferito mantenere un tono prudente: “Credo sia stato già abbondantemente commentato. Ci sono elementi di contraddizione rispetto al passato, da entrambe le parti. Ma la politica è fatta anche di questo: riconciliazioni su temi che un tempo segnavano la contrapposizione. Vedremo se sarà un’alleanza innaturale o, viceversa, se il tempo avrà fatto il suo corso”.

Allargando lo sguardo oltre le dinamiche elettorali, il ministro ha parlato della crescente disaffezione dei cittadini: “Purtroppo è un fenomeno che riguarda tutto il Paese. Nelle aree interne forse un po’ di più, per una crisi di rappresentatività dei soggetti politici che dovrebbero interpretare le esigenze della gente”.

Nonostante ciò, Piantedosi ha concluso con un messaggio di fiducia: “Dall’Irpinia può partire qualcosa di positivo. È sempre stata terra di grande passione politica, di partecipazione e di presenza di grandi personalità. Sono radici civiche e democratiche che possono ancora oggi rappresentare un modello per il rilancio della politica”.

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