Funerale a Baiano, il Prefetto bacchetta sindaci e presidente Provincia

Il Prefetto della Provincia di Avellino, dottoressa Paola Spena, ha indirizzato una diffida ai sindaci che hanno partecipato al corteo funebre svoltosi a Baiano, in occasione della morte del medico Carmine Sommese.

Il provvedimento della rappresentante del Governo, è stato inevitabile nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni per non aver ottemperato a quanto previsto dalle disposizioni governative vigenti in ambito nazionale in materia di gestione di manifestazioni pubbliche.

Destinatari della severa nota del Prefetto sono Enrico Montanaro, sindaco di Baiano, Marco Alaia di Sperone, Alessandro Napolitano di Mugnano del Cardinale, Raffaele Colucci di Sirignano e Domenico Biancardi di Avella nonchè presidente della Provincia di Avellino.

Motivi istituzionali

Erano tutti lì, in prima linea, con tanto di fascia tricolore, a rappresentare le rispettive comunità: a loro dire “per motivi istituzionali”.

E gli altri cittadini lì presenti, sotto gli occhi dei rappresentanti delle istituzioni?

Con quale giustificazione erano usciti di casa, come mai non rispettavano il distanziamento sociale, quali motivi di urgenza avevano per assistere al funerale?

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Un dettagliato rapporto sull’accaduto è stato fatto dal Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Baiano, Antonazzo Panico, indirizzato allo stesso Prefetto e alla Procura della Repubblica di Avellino, per gli ulteriori provvedimenti da emettere in merito alle evidenti violazioni delle norme sulla quarantena.

Le dichiarazioni di alcuni sindaci per giustificare la loro presenza alle esequie. hanno indispettito ulteriormente i cittadini del Mandamento, da tempo costretti a starsene in casa per rispettare le disposizioni dello Stato.

Scontro politico

Quando avvenuto a Baiano sta diventando anche motivo di scontro politico, con prese di posizioni di parte delle opposizioni che accusano i sindaci di non avere fatto rispettare le leggi a coloro che stazionavano lungo le strade in attesa del passaggio del corteo funebre.

Un atto che, da parte di molti cittadini, è stato visto come una offesa nei confronti dei tantissimi residenti del Mandamento ai quali è stato vietato di essere vicino ai loro defunti e svolgere esequie, quasi in un clima di clandestinità.

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Certe dichiarazioni che evitiamo di riportare per evitare inevitabili commenti, sono apparse come la famosa toppa peggiore del buco. Il sindaco di Avella nonchè presidente della Provincia, Domenico Biancardi, ha replicato con questa giustificazione: «Abbiamo sbagliato? Sì ma le cose non sono andate come molti pensano. Posso contare i minuti di durata: al massimo otto».

Non è questione di durata, l’illegalita non dipende dalla durata e nemmeno c’è bisogno di verificare “come molti pensano”: ci sono foto, video, immagini della videosorveglianza e addirittura la presenza dei Carabinieri per spiegare al magistrato competente come sono andate le cose.

In certi casi il silenzio è preferibile rispetto a goffi tentativi di giustificare qualcosa che può essere senz’altro comprensibile, sotto il profilo del sentimento umano, ma non è contemplato dalle leggi che proprio i sindaci dovrebbero fare rispettare.

E rispettare.

Saviano e Baiano

Come ha fatto il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, il quale ha partecipato al saluto al defunto nel piazzale dell’ospedale di Nola, dove il corteo funebre ha compiuto la seconda tappa prima di arrivare a Saviano. Il Sindaco Capasso ha annunciato di avere emesso un provvedimento nei suoi stessi confronti e si è posto in isolamento volontario per 15 giorni.

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Nell’occasione, lo stesso sindaco di Ottaviano, in riferimento all’istituzione della zona rossa a saviano da parte del Governatore De Luca, ha chiesto allo stesso Presidente della Regiona Campania: “Perché Saviano sì e Baiano, dove il feretro si è fermato con sindaci e istituzioni ancora prima, no?».

E’ quanto si domandano pure tantissimi cittadini.

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