Protesta degli autotrasportatori, il sindaco di Pratola: «Il governo intervenga subito, la situazione è drammatica»

 

Il primo cittadino di Pratola, che è anche autotrasportatore, racconta le preoccupazioni del prefetto per le ricadute sui comuni e chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto. «Quando si ferma l’autotrasporto, si ferma il Paese».

La protesta degli autotrasportatori continua a far discutere e preoccupa anche le amministrazioni locali. A intervenire sulla vicenda è il sindaco di Pratola, che vive la situazione da una duplice prospettiva: quella istituzionale, legata alla responsabilità di tutelare la comunità, e quella professionale di autotrasportatore, direttamente coinvolto nelle difficoltà del settore.

Nel corso delle sue dichiarazioni, il sindaco ha riferito delle preoccupazioni espresse dal prefetto per le possibili conseguenze delle manifestazioni sui comuni. Tra le criticità evidenziate figurano le difficoltà per le mense scolastiche e la carenza di carburante, con distributori che sarebbero ormai rimasti senza gasolio e benzina.

«Il prefetto ha queste preoccupazioni e ha chiesto ai sindaci di non dare solidarietà e di non partecipare alle manifestazioni degli autotrasportatori», ha spiegato il primo cittadino, sottolineando la necessità di tenere sotto controllo la situazione nei territori e di limitare le ricadute sui cittadini.

La doppia veste del sindaco: «La situazione è drammatica»

Il sindaco di Pratola ha ammesso la difficoltà di conciliare il proprio ruolo istituzionale con quello di autotrasportatore.

«Come sindaco, a livello istituzionale, so che certe cose non vanno fatte e che bisogna tenere tutto sotto controllo. Però, come autotrasportatore, devo dire che c’è una situazione drammatica», ha dichiarato.

Secondo il primo cittadino, le difficoltà non riguardano soltanto gli operatori del trasporto merci, ma rischiano di coinvolgere l’intera filiera economica, con conseguenze dirette per imprese e cittadini.

L’appello al governo: «Un tavolo subito, senza aspettare il 27»

Da qui la richiesta di un intervento immediato da parte del governo. Per il sindaco di Pratola, non è più possibile attendere ulteriormente: occorre convocare al più presto un tavolo di confronto con gli autotrasportatori per individuare soluzioni concrete alla crisi.

«Ci auguriamo che al più presto il presidente del Consiglio intervenga e crei un tavolo, non al 27 ma già da domani, per cercare di risolvere queste difficoltà, che sono oggettive», ha affermato.

Il sindaco ha espresso inoltre forti riserve sull’operato del ministro dei Trasporti, sostenendo che la gestione della vertenza abbia compromesso la sua credibilità e chiedendo un intervento diretto del presidente del Consiglio.

La frattura tra sindacati e base degli autotrasportatori

Tra gli aspetti più delicati della protesta, il primo cittadino individua anche la distanza tra le organizzazioni sindacali e gli operatori del settore.

«Il problema serio è che c’è stata una spaccatura tra chi rappresenta i sindacati degli autotrasportatori e la base degli autotrasportatori», ha sottolineato, auspicando che il governo ascolti direttamente le istanze di chi lavora quotidianamente nel comparto.

L’obiettivo, secondo il sindaco di Pratola, deve essere quello di riaprire il dialogo e affrontare una crisi che rischia di avere conseguenze ben oltre il mondo dei trasporti.

«Le problematiche sono serie, sia per gli autotrasportatori sia per gli agricoltori, ma anche per tutti i cittadini. Perché purtroppo, in Italia, quando si ferma l’autotrasporto si ferma il Paese», ha concluso.

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