Fernando Vecchione: «La piattaforma logistica è strategica per tutto il Mezzogiorno. Occorre un Patto sociale per rilanciare lavoro, competitività e sviluppo delle aree interne»
La CISL Irpinia Sannio lancia un nuovo appello alle istituzioni per il futuro del territorio. A rilanciare le preoccupazioni è Fernando Vecchione, segretario generale della CISL Irpinia Sannio, che già lo scorso 3 ottobre, durante la Festa dell’Unità organizzata dal Partito Democratico di Avellino, aveva sollevato diverse criticità nel corso della tavola rotonda «Un’Irpinia che cresce: lavoro, competitività e nuove strategie di sviluppo», alla quale aveva partecipato anche il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo.
Al centro dell’intervento, la necessità di garantire investimenti concreti e completare le infrastrutture strategiche per rafforzare la competitività dell’Irpinia e dell’intero Mezzogiorno.
Uno dei temi prioritari riguarda la piattaforma logistica della Valle Ufita, un’opera strategica per collegare il Mar Adriatico al Mar Tirreno attraverso il corridoio europeo scandinavo-mediterraneo. In sinergia con le aree aeroportuali e logistiche di Nola e Marcianise, l’infrastruttura potrebbe favorire il trasporto di container e merci verso i Balcani e il Nord Europa.
«Accogliamo positivamente gli investimenti previsti per l’alta velocità e l’alta capacità in Valle Ufita, ma ribadiamo con forza la necessità di realizzare anche la piattaforma logistica», sottolinea Vecchione. Senza quest’opera, la stazione Hirpinia rischia, secondo la CISL, di perdere una parte significativa della propria funzione strategica e delle opportunità di sviluppo per il territorio.
A destare preoccupazione è la delibera della Regione Campania del 29 settembre 2025, adottata quando Vincenzo De Luca era ancora presidente, con la quale, secondo quanto denunciato dal sindacato, sarebbero stati trasferiti 140 milioni di euro dalla Valle Ufita al Cilento, sotto il silenzio dei consiglieri irpini che siedono tra i banchi di palazzo Santa Lucia.
Una scelta che, nella valutazione della CISL, rischia di penalizzare l’Irpinia e di ridimensionare le prospettive di crescita economica e occupazionale. Sul tema, riferisce Vecchione, dal vicepresidente regionale Mario Casillo non sarebbero arrivate le risposte attese.
Un altro nodo cruciale è il completamento della Lioni-Grottaminarda-Contursi, collegamento strategico tra l’autostrada A16 Napoli-Bari e lo scalo merci della Valle Ufita. Per ultimare l’opera restano da realizzare circa 20 chilometri, con un fabbisogno finanziario stimato in 300 milioni di euro. La CISL chiede alle istituzioni competenti di individuare le risorse necessarie per portare a termine un’infrastruttura attesa da anni.
Tra le priorità figura anche l’elettrificazione della linea ferroviaria Avellino-Salerno-Benevento, considerata fondamentale per migliorare la mobilità, agevolare gli spostamenti degli studenti universitari e rafforzare i collegamenti con le principali direttrici ferroviarie regionali e con la rete dell’alta velocità.
Vecchione richiama inoltre l’attenzione sulla condizione della stazione ferroviaria di Avellino, chiusa dal 2020. Una situazione che, secondo il sindacato, limita le possibilità di spostamento dei cittadini e penalizza lo sviluppo del territorio, soprattutto se confrontata con il passato, quando erano attivi collegamenti ferroviari con Napoli, Roma e, settimanalmente, anche con Milano.
Nel quadro delle opere da completare rientra anche il collegamento stradale Paolisi-Pianodardine, ritenuto importante per migliorare i collegamenti tra la Valle Caudina, l’area industriale di Pianodardine e il sistema della viabilità regionale. La CISL chiede che l’intervento trovi spazio concreto nell’agenda delle priorità infrastrutturali.
Per il sindacato, tuttavia, il rilancio dell’Irpinia non può dipendere soltanto dalle singole opere. Serve una strategia condivisa, capace di mettere insieme istituzioni e parti sociali, individuando obiettivi, risorse e tempi di realizzazione.
Da qui la proposta di un Patto sociale per l’Irpinia, sostenuto da una cabina di regia che coinvolga Governo, Regione, istituzioni locali, Confindustria e organizzazioni sindacali. Un luogo di confronto e programmazione nel quale definire le priorità, coordinare gli interventi e verificarne periodicamente i risultati.
L’obiettivo è contrastare lo spopolamento, offrire prospettive concrete ai giovani, tutelare l’occupazione e valorizzare le potenzialità delle aree interne.
Il messaggio della CISL Irpinia Sannio è chiaro: per costruire il futuro del territorio occorrono infrastrutture, investimenti e una responsabilità condivisa. Non bastano gli annunci: servono impegni verificabili, tempi certi e risultati concreti per sostenere il lavoro, rafforzare le imprese e creare nuove opportunità di crescita per l’Irpinia e per tutto il Mezzogiorno.
