Le patologie cognitive che colpiscono la popolazione anziana rappresentano una delle sfide più importanti per il sistema sanitario e sociale. A sottolinearlo è il dottor Pino Rosato, cardiologo, che richiama l’attenzione sulla necessità di un’assistenza capace di guardare non soltanto al paziente, ma anche alla famiglia che quotidianamente lo accompagna nel percorso della malattia.
«L’assistenza nelle patologie cognitive del paziente anziano è importantissima – sottolinea il dottor Rosato – perché ci troviamo di fronte a due momenti fondamentali».
Il primo riguarda direttamente l’ambito sanitario. Per Rosato, è fondamentale puntare sulla diagnosi precoce, così da poter intervenire tempestivamente e mettere il paziente nelle condizioni migliori per affrontare la malattia. «È necessario intervenire quanto prima possibile – spiega – cercando di ridurre quei disturbi che, nel tempo, possono portare a una progressiva perdita di autonomia e all’invalidità».
Ma accanto all’aspetto sanitario esiste un’altra dimensione altrettanto importante: quella sociale.
«La seconda cosa importante – evidenzia il cardiologo Pino Rosato – è come poter mettere insieme il momento sanitario con il momento sociale, visto che sono due cose completamente distinte».
Da qui la necessità, secondo Rosato, di costruire percorsi diagnostico-terapeutici integrati, capaci di favorire una maggiore collaborazione tra le strutture sanitarie e i servizi sociali. In questo percorso assumono un ruolo importante anche i Comuni e tutte quelle realtà territoriali che possono offrire un sostegno concreto alle persone fragili e alle loro famiglie.
«Bisogna parlare di percorsi diagnostico-terapeutici – sottolinea Rosato – ma anche di comunicazione tra la parte sanitaria e quella sociale: i Comuni e tutte quelle situazioni che hanno la possibilità di poter essere risolte anche dal punto di vista sociale».
Il tema non riguarda, dunque, soltanto la persona affetta da una patologia cognitiva. Dietro ogni paziente c’è spesso una famiglia che deve affrontare quotidianamente difficoltà organizzative, emotive e assistenziali.
«Ricordiamoci che oggi chi ha un familiare con l’Alzheimer ha una vita particolarmente difficoltosa», ricorda il dottor Rosato, sottolineando quanto sia gravoso il carico che ricade sui familiari e sui caregiver.
Una condizione che, come evidenzia il cardiologo, richiede «forza, volontà, coraggio e sopportazione».
Le parole del dottor Pino Rosato riportano quindi al centro un principio fondamentale: affrontare le patologie cognitive dell’anziano significa prendersi cura della persona nella sua complessità, senza separare l’assistenza sanitaria dal sostegno sociale. Una rete realmente efficace dovrebbe accompagnare il paziente nel percorso di cura, ma allo stesso tempo sostenere concretamente chi, ogni giorno, si prende cura di lui.




