Avellino, violenza sessuale in ascensore: il gip dispone la perizia psichiatrica sul 34enne

 Tentata violenza sessuale, un 34enne di Atripalda,  sarà sottoposto, il 12 novembre, all’accertamento peritale per verificare la sua capacità di intendere e volere, la capacità di stare in giudizio e la sua pericolosità sociale dopo l’episodio avvenuto a luglio al centro Vivendi di Avellino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 34enne sarebbe entrato in ascensore insieme a una donna. Durante il tragitto avrebbe cercato di abbassarle i pantaloni e, non riuscendovi, l’avrebbe palpeggiata con forza nelle parti intime, provocandole alcuni lividi. All’apertura delle porte dell’ascensore avrebbe tentato di allontanarsi, ma sarebbe stato immediatamente fermato e identificato dagli agenti della Polizia intervenuti sul posto.

Al 34enne sono contestati due reati. il primo è la violenza sessuale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 34enne sarebbe entrato in ascensore insieme a una donna. Durante il tragitto avrebbe cercato di abbassarle i pantaloni e, non riuscendovi, l’avrebbe palpeggiata con forza nelle parti intime, provocandole alcuni lividi. All’apertura delle porte dell’ascensore avrebbe tentato di allontanarsi, ma sarebbe stato immediatamente fermato e identificato dagli agenti della Polizia intervenuti sul posto. Il secondo riguarda la violazione dell’ordine del questore emesso il 2 giugno, notificato lo stesso giorno, che gli imponeva di lasciare il Comune di Avellino entro 30 minuti e di non farvi ritorno per tre anni. Il 22 luglio è stato trovato proprio in via Ferriera, davanti al supermercato.

La posizione dell’uomo era già stata oggetto di valutazioni in un diverso procedimento. Dieci giorni prima dell’episodio verificatosi al centro Vivendi, il suo difensore Assia Iannaccone aveva infatti chiesto l’applicazione di una misura di sicurezza nell’ambito di un’altra vicenda relativa a un reato della stessa natura, sollecitando un nuovo esame delle condizioni dell’assistito. La Procura aveva respinto l’istanza, ritenendo adeguato il trattamento farmacologico al quale il 34enne è sottoposto attraverso l’Asl competente. Dagli accertamenti svolti è emerso che proprio il giorno della presunta aggressione l’uomo aveva ricevuto la prevista somministrazione mensile della terapia.

SPOT