La disparità di genere nella politica è tornata al centro del dibattito all’indomani del report dell’ufficio della consigliera di parità della Campania che ha restituito nei ruoli istituzionali il 30 per cento in quota femminile ed il 70 per cento in quota maschile. A intervenire sul tema è Gaetana Addesa, prima dei non eletti al Comune di Avellino per Noi di Centro.
«Avendo vissuto in prima persona l’esperienza di candidarmi nella mia città, so cosa significa mettere la propria faccia, la propria storia e le proprie competenze a servizio della comunità, affrontando da vicino le dinamiche del nostro territorio.
I dati aggiornati al 22 luglio del 2026, elaborati dall’Ufficio della consigliera di parità della Regione Campania, purtroppo mettono a nudo una realtà complessa. Se a livello generale si intravedono dei deboli segnali di cambiamento, guardando però da vicino la nostra realtà locale, emerge con chiarezza che persiste una profonda asimmetria di genere nei luoghi in cui si decide il futuro delle nostre comunità- spiega Gaetana Addesa”.
Non si può più procedere attraverso inevitabili meccanismi di selezione e costruzione del consenso che possono rappresentare ancora un ostacolo per le donne che scelgono di impegnarsi nelle istituzioni.
“Se facciamo una vera e propria radiografia della presenza femminile partendo dai comuni, e in particolare della realtà cittadina, quindi avellinese, i numeri parlano chiaro: in tutta la Campania, su 537 case municipali, le donne sindache sono appena 40, pari ad un 7,4%. Ciò significa che più del 92% delle città campane è guidato da un uomo.
Se poi si guarda ai consigli comunali, la presenza femminile si attesta mediamente al 28,8%. Ad Avellino, ad esempio, il sindaco uomo fino a luglio 2026 ha rappresentato il 93,2%, il sindaco donna solo il 6,8%. Così gli assessori al Comune di Avellino, in presenza maschile il 56,5%, femminile solo il 43%. Nella giunta: presenza maschile 66%, presenza femminile 33,8%.
Un dato che fa riflettere: anche quando le donne decidono di mettersi in gioco e candidarsi, come ho fatto io e come fanno tante colleghe, si scontrano con meccanismi di selezione e consenso che però, ovviamente, seguono ancora schemi tradizionali.
L’unico ambito in cui i numeri mostrano una presenza più consistente è quello delle giunte, dove le assessore raggiungono il 43,3%. Però questo risultato sicuramente è frutto dell’applicazione delle norme nazionali sulle quote di genere: è una presenza garantita per legge, tant’è vero che non appena nel calcolo complessivo si include la figura del sindaco, la percentuale di presenza femminile scende subito al 35%.
La legge riesce a garantire uno spazio nelle giunte, ma quando si tratta di scegliere chi deve guidare una comunità, chi deve correre da leader e assumere una carica apicale, scatta immediatamente una resistenza culturale rigida. La leadership resta ancora una prerogativa quasi esclusivamente maschile.”
Da qui l’appello a superare schemi mentali che rischiano di penalizzare non solo le donne ma tutta la comunità, perchè il 50 % della popolazione è rappresentato da donne.
“Non solo è un limite per le donne che, come me, decidono di fare politica: è una perdita per tutta la città di Avellino e per l’intera collettività. Una democrazia locale, moderna e vicina ai cittadini non può prescindere dalle competenze e dalla visione della metà della sua popolazione – prosegue Addesa.
Le donne non devono entrare nelle istituzioni solo per occupare una casella o per adempiere ad un obbligo normativo, ma devono essere protagoniste, autonome delle scelte che riguardano la scuola, lo sviluppo, il lavoro, il futuro dei giovani.
La mia esperienza di candidatura mi ha insegnato che il talento e la passione delle donne ad Avellino ci sono, sono forti e sono pronte; ciò che manca è un ecosistema politico che le metta in condizione di competere ad armi pari, senza ostacoli invisibili.
Il nostro impegno per il futuro della città deve essere chiaro: superare la logica delle quote formali e costruire una cultura politica che valorizzi la leadership femminile fin dalla fase di costruzione delle candidature e dei progetti.
I dati indicano che la strada è ancora in salita; sta a noi, con la nostra voce e la nostra testimonianza, far sì che le prossime tornate amministrative ad Avellino, ma in tutta la Regione Campania, raccontino una storia diversa: quella di una comunità in cui il merito e la capacità di guidare non dipendono dal genere, ma dal valore delle idee al servizio della città.
Una democrazia moderna ed equa deve avere il volto delle donne e degli uomini nella visione e nella progettazione sia del quotidiano che del futuro.”- chiude Gaetana Addesa
