Moscati, apre la nuova ala del Pronto soccorso. Perito: «Percorsi in continua evoluzione»

 

In vista della visita del presidente Fico all’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino, si apre la nuova ala del Pronto soccorso, completando gli spazi principali della struttura dedicata all’emergenza-urgenza. Un intervento che amplia gli ambienti e introduce la nuova camera calda, la sala d’attesa per i parenti e il nuovo triage.

A fare il punto sull’organizzazione è il direttore generale del Moscati, Germano Perito, che sottolinea come il lavoro sul Pronto soccorso non si sia mai fermato.

«Più che riorganizzare, noi in realtà il Pronto soccorso non abbiamo mai smesso di farlo funzionare», spiega Perito. L’apertura odierna riguarda, in particolare, «l’ala principale, quindi la camera calda, la sala d’attesa parenti e il nuovo triage». La sfida, ora, è quella di continuare a rimodulare i percorsi sanitari «in funzione delle esigenze e di come cambiano anche le dinamiche del territorio».

Un processo, sottolinea il direttore generale, che non può essere considerato concluso: «Questa è una sfida continua. Non c’è un’interruzione, non si è mai interrotto nulla». I lavori sono proseguiti per il tempo necessario a completare gli interventi e mettere in sicurezza gli spazi, consentendo all’ospedale di avere il nuovo Pronto soccorso nella sua configurazione completa.

Il nodo degli accessi e il ruolo del territorio

L’ampliamento degli spazi del Pronto soccorso si inserisce in un quadro più ampio, quello della gestione degli accessi e dell’integrazione tra ospedale e assistenza territoriale.

Per Perito, infatti, la vera possibilità di ridurre la pressione sull’emergenza-urgenza passa dalle strutture previste dal DM 77, a partire dalle Case di comunità e dagli Ospedali di comunità.

«Quello che necessita è una medicina territoriale, un’assistenza territoriale con le nuove strutture previste dal DM 77, che diano spazio ai pazienti che non necessitano necessariamente dell’ospedale e non necessariamente dell’area di emergenza-urgenza», osserva.

L’obiettivo è offrire una risposta assistenziale alternativa al ricovero ospedaliero per quei pazienti che non presentano una condizione tale da richiedere l’ospedale. «Sarà questo il momento attraverso il quale riusciremo a decongestionare il Pronto soccorso», afferma il manager.

Un tema particolarmente evidente nei mesi estivi, quando, secondo Perito, l’assenza del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta, insieme alla riduzione dei tetti di spesa, ha contribuito a determinare anche accessi spesso non appropriati al Pronto soccorso.

A questo si aggiunge l’incremento dell’utenza proveniente anche da fuori provincia. «Il nostro numero di accessi è incrementato notevolmente», evidenzia il direttore generale.

Un dato, quello relativo agli esiti degli accessi, che secondo Perito fotografa la necessità di rafforzare l’assistenza territoriale: «Sappiamo benissimo che solo il 20 per cento degli accessi si risolve poi con il ricovero ospedaliero». Da qui la considerazione che la pressione sul Pronto soccorso non sia riconducibile soltanto alla necessità di aumentare i posti letto, ma anche alla necessità di garantire una rete assistenziale capace di intercettare i bisogni prima dell’ospedale. Personale, la criticità resta nei medici dell’emergenza Sul fronte del personale, Perito respinge l’idea che la difficoltà sia legata a una scarsa volontà dei professionisti di lavorare al Moscati.

«Non sono d’accordo sul fatto che il personale non voglia venire. Noi i reclutamenti li abbiamo fatti», chiarisce. L’azienda ha incrementato «notevolmente sia il comparto sia la dirigenza».

Resta, però, la criticità legata ai medici di Pronto soccorso e alla medicina di emergenza-urgenza. «Abbiamo ribadito nuovamente il concorso, ma lì è una problematica a livello nazionale», spiega Perito. La carenza di specialisti MEU, dunque, viene descritta come una questione che va oltre la dimensione regionale: «È una criticità che non riguarda la Campania, ma l’intero Paese». L’azienda punta anche sulla capacità attrattiva della struttura e sul ruolo del primario: «Noi continuiamo a lavorare anche attraverso un primario attrattivo», dice il manager, ricordando come il Moscati sia già una struttura «ben gradita a molti medici specialisti e specializzati».

Codice argento, il percorso per gli anziani

Tra i percorsi sui quali l’azienda sta lavorando c’è anche quello dedicato alla popolazione anziana. Il codice argento, assicura Perito, «sta funzionando», anche se resta la necessità di migliorare ulteriormente l’organizzazione.

«La presa in carico dell’anziano è stata uno degli obiettivi che ci siamo dati», sottolinea il direttore generale. In questo percorso assume un ruolo centrale la valutazione multidimensionale geriatrica, necessaria per inquadrare correttamente le condizioni e i bisogni della persona anziana.

Anche in questo caso, però, Perito parla di un sistema in evoluzione, nel quale i percorsi vengono progressivamente perfezionati.

«Noi siamo un’azienda dinamica. La sanità è un ente dinamico. Pertanto continuiamo a rivedere i percorsi, perché non devono mai diventare momenti statici», conclude.

L’apertura della nuova ala del Pronto soccorso rappresenta così non soltanto il completamento di nuovi spazi, ma un ulteriore passaggio di un processo organizzativo destinato a proseguire, con l’obiettivo di rendere più fluidi i percorsi dell’emergenza-urgenza e rafforzare il collegamento tra ospedale e territorio.

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