Si inasprisce lo scontro sulla sosta a pagamento. Telereading reclama arretrati per 900mila euro e minaccia azioni giudiziarie. Palazzo di Città prova a riaprire il confronto sostituendo il responsabile del procedimento.
Novecentomila euro da saldare entro il 14 luglio. È la richiesta avanzata da Telereading al Comune di Avellino nell’ambito della vertenza sulla gestione dei parcheggi a pagamento. In assenza di risposte, la società annuncia il ricorso ai decreti ingiuntivi e prospetta la cassa integrazione per i lavoratori coinvolti nel servizio.
L’ultimatum porta a un nuovo livello lo scontro aperto da settimane tra il gestore privato e Palazzo di Città. Da una parte l’azienda rivendica crediti maturati e non corrisposti; dall’altra l’amministrazione contesta diversi aspetti del rapporto contrattuale e ha avviato verifiche sulla gestione delle entrate, sulle garanzie e sulle somme versate negli anni precedenti.
La richiesta da 900mila euro
La cifra indicata da Telereading comprenderebbe gli arretrati che la società ritiene dovuti per le prestazioni eseguite nell’ambito del servizio di sosta. Il termine fissato per il pagamento è estremamente ravvicinato: senza un saldo o un accordo, il privato si dichiara pronto ad affidare il recupero delle somme alla via giudiziaria.
La minaccia dei decreti ingiuntivi potrebbe tradursi nell’apertura di un contenzioso economico rilevante per le casse comunali. Sullo sfondo resta la posizione dei dipendenti. La società collega infatti il mancato pagamento alla possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali, dopo che erano già emerse difficoltà e ritardi nell’erogazione degli stipendi.
Il nodo non riguarda quindi soltanto i rapporti tra ente e appaltatore, ma investe direttamente la continuità del servizio e il futuro occupazionale degli addetti. Un’interruzione o una riduzione delle attività avrebbe conseguenze anche sulla riscossione delle tariffe, sul controllo degli stalli e sul funzionamento dei parcometri cittadini.
Il Comune cambia il Rup
Mentre si avvicina la scadenza indicata dall’azienda, il Comune di Avellino prova ad aprire uno spazio di interlocuzione attraverso la sostituzione del responsabile unico del procedimento. Il cambio del Rup viene interpretato come il tentativo di riesaminare rapidamente la documentazione, quantificare le somme effettivamente riconoscibili e individuare una possibile soluzione amministrativa.
La decisione non equivale al riconoscimento automatico del credito rivendicato. Gli uffici dovranno verificare fatture, atti contrattuali, prestazioni certificate ed eventuali contestazioni già formulate. Soltanto al termine dell’istruttoria sarà possibile stabilire se e in quale misura i 900mila euro possano essere liquidati.
Il segnale politico è comunque quello di una disponibilità a riaprire il dossier, evitando che la vertenza venga definita esclusivamente nelle aule giudiziarie. I tempi, tuttavia, sono stretti e la richiesta di pagamento avanzata da Telereading lascia al Comune uno spazio ridotto per mediare.
Le contestazioni sulla gestione
Lo scontro affonda le radici nelle verifiche avviate durante la gestione commissariale. Nel maggio scorso il Comune aveva comunicato di avere rilevato somme relative a Iva ritenuta non dovuta per circa 200mila euro, chiedendone la restituzione. L’ente aveva inoltre segnalato criticità sulle polizze poste a garanzia degli obblighi contrattuali e sulle procedure utilizzate per la gestione degli incassi provenienti dai parcometri.
Quelle contestazioni avevano accompagnato l’avvio del procedimento di risoluzione del rapporto e la sospensione dei lavori per l’installazione di nuovi dispositivi. Telereading aveva reagito rivolgendosi al Tribunale amministrativo regionale, sostenendo la correttezza del proprio operato e contestando le decisioni assunte da Palazzo di Città.
Le posizioni economiche delle due parti risultano dunque contrapposte. Il privato reclama 900mila euro, mentre il Comune rivendica la restituzione di circa 200mila euro e mantiene aperte le verifiche sull’intero affidamento. Sarà necessario distinguere le somme già maturate da quelle contestate e valutare eventuali compensazioni.
Il futuro del servizio e di Acs
La vertenza si intreccia con il destino di Acs, la società comunale che aveva affidato a Telereading parte delle attività legate alla sosta. La precedente gestione commissariale aveva avviato la liquidazione della partecipata, aprendo una fase di incertezza per i lavoratori e per l’organizzazione dei servizi cittadini.
La nuova amministrazione guidata da Nello Pizza dovrà ora decidere se mantenere l’attuale modello, ridefinire i rapporti tra Acs e il gestore privato oppure procedere verso una nuova organizzazione della sosta. Ogni scelta dovrà però confrontarsi con il contenzioso esistente e con le rispettive pretese economiche.
L’obiettivo immediato è scongiurare ripercussioni sui lavoratori e impedire una paralisi del servizio. L’ultimatum di Telereading trasforma però il confronto in una corsa contro il tempo: senza un’intesa, alle contestazioni amministrative potrebbero aggiungersi nuovi procedimenti giudiziari e ulteriori costi per l’ente.

