Un cartoon per conoscere la dermatite atopica e combattere lo stigma

Bullismo e discriminazioni. Chi soffre di dermatite atopica non solo deve fare i conti con segni e sintomi della malattia, ma deve lottare ogni giorno con le sue conseguenze sociali: 4 adolescenti su 10 dichiarano di essere vittime di bullismo, mentre 3 adulti su 10 di subire discriminazioni sul luogo di lavoro, come dimostra un recente studio italiano pubblicato su Journal of Asthma and Allergy.
In occasione della Giornata Nazionale della Dermatite Atopica, istituita da ANDeA, Associazione Nazionale Dermatite Atopica nel 2017 per approfondire ancora di più gli aspetti clinici e sociali di questa patologia, promuovere l’inclusione e lottare contro lo stigma che circonda chi ne è affetto, Sanofi presenta “Dado e Adele. Due amici per la pelle”, una serie animata per raccontare l’impatto della malattia nella vita di tutti i giorni dei due protagonisti, seguiti nel loro percorso dall’adolescenza all’età adulta, e per informare sui corretti stili di vita. L’iniziativa vuole essere di supporto per gestire la quotidianità e migliorare così la qualità di vita. E’ la prima serie animata dedicata alla dermatite atopica, una delle malattie della pelle più diffuse al mondo, con un forte impatto negativo sulla qualità di vita e sulla salute psicologica, perchè aumenta il rischio di ansia e depressione, limitando socialità e scelte di vita.
Una misura del forte impatto sulla qualità di vita di questa malattia è fornita sempre dallo studio: oltre il 50% delle persone dichiara che la propria qualità di vita è influenzata negativamente dalla malattia e quasi il 70% considera la dermatite atopica un limite alla propria quotidianità. Un peso che si trasforma in un costo per la società, sotto forma di assenteismo ovvero giornate di lavoro o studio perse – 17,1 giorni in media all’anno per gli studenti, 10,9 in media per i lavoratori – o di presenteismo (recarsi a scuola o al lavoro anche se debilitati e stanchi) – 19,5 giorni in media all’anno per gli studenti, 13,1 in media per i lavoratori.
Da non trascurare, come dimostrano i dati, l’impatto sulla psiche oltre che sul corpo dei pazienti. La deprivazione del sonno, in particolare, pone i pazienti a maggior rischio di incidenti di varia natura o infortuni lavorativi. “Si può osservare che, soprattutto a causa del prurito persistente, del dolore acuto, della difficoltà a dormire, della presenza di lesione cutanee e diminuzione della capacità di barriera naturale della pelle, oltre agli evidenti problemi derivanti dalla deformazione del proprio aspetto, ogni attività quotidiana, lavorativa, familiare o ricreativa, può venire fortemente compromessa”, spiega Lucia Cattani, Portavoce ANDeA. “E’ quindi importante che si parli di questo problema, per ottenere una maggiore tutela sociale, attualmente assai carente, e, più in generale, per abbattere le barriere che possono portare alla depressione e all’isolamento”, aggiunge.
La dermatite atopica è una tra le condizioni dermatologiche più diffuse e problematiche nei Paesi industrializzati: colpisce il 5-20% dei bambini e il 5-8% degli adulti. Nel 40-60% dei casi tende a scomparire durante l’adolescenza, ma si possono anche avere recidive oppure una prima comparsa della malattia in età adulta. In Italia ci sono almeno 35 mila pazienti, di cui circa 8 mila pazienti affetti dalla forma grave della malattia.
“La forma da moderata a grave è caratterizzata da un prurito intenso, persistente e da lesioni cutanee che possono coprire gran parte del corpo, con conseguente secchezza della pelle, screpolature, arrossamenti, desquamazione ed essudazione. Il prurito rappresenta uno dei sintomi più pesanti per i pazienti. Ma quello che in pochi sanno è che la dermatite atopica è una patologia sistemica che, se non adeguatamente trattata, può avere nel lungo periodo serie implicazioni a carico, ad esempio, dell’apparato cardio vascolare. Anche per questo è importante tenerla sotto controllo con le terapie più idonee”, spiega Anna Belloni Fortina, Responsabile Servizio di Dermatologia Pediatrica, Università di Padova.
I sintomi e la gravità della malattia cambiano a seconda dell’età. Nei primi anni di vita sono colpite soprattutto le zone delle guance e del mento, la piega del collo, le braccia e le gambe. Dopo il primo anno di età la dermatite atopica interessa maggiormente il volto, le mani, le pieghe dei gomiti e delle ginocchia.
“Alla base della corretta gestione della dermatite atopica c’è l’igiene, l’idratazione della cute con creme emollienti e l’utilizzo di farmaci locali per lenire l’infiammazione o sistemici per alleviare il prurito. Ma questo è particolarmente difficile quando parliamo di bambini o ancor di più adolescenti, in una fase della loro vita in cui faticano a seguire le indicazioni dell’adulto, non solo per reazione e volontà di essere indipendenti ma anche perchè in molti casi si sentono invincibili e faticano ad ammettere di avere una patologia e aver bisogno di aiuto”, afferma Gian Luigi Marseglia, Direttore Clinica pediatrica dell’Università di Pavia, Policlinico San Matteo.
L’iniziativa di Sanofi si inserisce in un percorso, iniziato da diversi anni, volto a migliorare la conoscenza della dermatite atopica a più livelli e a fornire a pazienti, familiari e opinione pubblica gli strumenti per informarsi e comunicare al meglio la patologia e le possibilità per una corretta gestione. Come tutte le azioni di sensibilizzazione e informazione intraprese negli anni dall’azienda, anche “Dado e Adele. Due amici per la pelle” nasce dall’ascolto e dal confronto costante con la comunità di pazienti.

Pierluigi Vergineo

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