Veleni nel PD irpino: siamo alla resa dei conti che non tornano

Eh si, qualcosa è andato storto in casa PD.

Nelle stanze di Via Tagliamento ad Avellino c’è tensione, è palpabile. Ci sono malumori e silenzi roboanti.

Cennamo alza la voce, si scaglia contro Petitto e Festa dopo la diretta vulcanica del Sindaco che, in verità, proprio enjoy non è stato nel suo ultimo live social.

E allora il commissario PD parla, dice la sua e i pensieri sono tanti ma abbastanza confusi.

È stanco il commissario e tra una sigaretta e l’altra inizia a maturare l’idea che è ora di tirare i remi in barca.

A sostenere lo stesso pensiero sono in molti, anche a lui vicinissimi.

Poi c’è Ciarcia, anche quest’ultimo ustionato dalla lava dell’eruzione Festa, che non parla, sta zitto. Non parla ma vorrebbe dire tanto.

Eh già. Perché non doveva andare così, proprio no.

Pochi voti, davvero pochi per l’uomo dell’acqua. Gli accordi, invece, erano altri.

E Rosetta?

Eh vabbè, pazienza, vorrà dire che ora potrà dedicarsi ai tubi dell’acqua… Forse, si spera.

E poi c’è anche la D’Amelio, la più colpita di tutti.

A Lioni non si parla d’altro. “È colpa di Petracca”, sostiene più di un elettore, mentre altri affondano così: “Quello ha pensato solo a se stesso”. Chi dice di saperne di politia aggiunge: “L’ha fatto prima con De Mita e mó con Rosetta”.

E’ quanto borbottano ad alta voce vicino dinanzi ai bar di Lioni.

L’ex presidente della giunta con tanti incarichi e oltre 30 anni di battaglie politiche, scrive un post su Facebook …un solo post, poi il vuoto.

Silenzio tombale.

Ma Cennamo è ancora lì che continua a urlare contro Petitto mentre quest’ultimo ha spento anche il cellulare e si gode questa tragedia.

Ma intanto, tra una sigaretta e l’altra, è finito anche il secondo pacchetto ed è appena mezzogiorno.

Ed ecco che spunta fuori anche De Caro che in queste ore, a Roma, sta organizzando una serie di incontri coi vertici del PD per capire se c’è una fine a questa farsa irpina con circa 14. 500 spettatori in attesa.

Non 5 o 6 mila. Ben 14.500 che sarebbero stati quasi il doppio se qualche capriccio fosse stato messo da parte.

Ma Cennamo è lì, ancora urla e la voce è roca e satura di livore mentre Ciarcia incassa colpi e nessuno lo difende.

Infine c’è Meninno, Antonella.

Un volto giovane, una ragazza che non ha nulla a che vedere con queste dinamiche e che, ora, vorrebbe solo ritrovare una strada più sicura e sincera.

Cara Antonella la politica è questa, non sentirti tradita o abbandonata. Il PD è un bel progetto, se solo funzionasse.

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