Incubo quarantena: Chiusi in casa da un mese, il silenzio dell’Asl

La lettera è firmata e rappresenta una pubblica denuncia, destinata dunque anche all’autorità giudiziaria, per quanto di competenza.

La denuncia è sottoscritta con nome e cognome, documentata da foto e registrazioni audio.

Gentile redazione,

vi scrivo per denunciare la situazione che purtroppo da un mese io, la mia famiglia e sopratutto mio padre, stiamo vivendo.

Mio padre il giorno 18 ottobre ha iniziato ad accusare i primi sintomi influenzali e, dopo essere venuto a conoscenza della positività di alcuni suoi colleghi, tramite il medico di base, abbiamo deciso di attivare la procedura asl il 19 ottobre, isolando mio padre in un appartamento diverso da quello in cui viviamo, autoisolandoci gli uni dagli altri e comunicando personalmente ai contatti più stretti la situazione.

Non ricevendo alcuna notizia per settimane da parte dell’Asl, il giorno 27 ottobre mio padre decide di recarsi presso un laboratorio analisi accreditato della provincia per effettuare privatamente un tampone, risultato poi positivo.

Soltanto in data 31 ottobre l’Asl contatta mio padre invitandolo a recarsi al drive in di Campo Genova di Avellino il giorno 02 novembre, ben 14 giorni dopo la prima segnalazione.

Oggi, ad un mese esatto dai primi sintomi, non abbiamo più alcuna notizia dall’Asl di Avellino.

Mio padre, ormai senza alcun sintomo da ben 3 settimane, ha bisogno di effettuare un tampone di controllo per poter rientrare a lavoro e purtroppo, essendo in quarantena obbligatoria in quanto soggetto positivo, non potrebbe recarsi in un centro per effettuarlo privatamente.

(Lo screenshot indica 119 chiamate senza risposte)

L’Asl solo in data odierna, 17 novembre 2020, dopo 3 settimane dal primo tampone, ha comunicato la sua positività al Comune di Aiello del Sabato, senza citare, ovviamente, i contatti diretti di mio padre avuti prima della comparsa dei sintomi, in quanto inutile dopo 30 giorni.

Numeri inutili

3

Per avere chiarimenti e per velocizzare l’effettuazione del tampone di controllo ci è stato comunicato di rivolgerci al centro epidemiologico di Avellino ai numeri 0825 292618- 0825 292619, linee attivate proprio dall’Asl e dedicate a fornire ai cittadini informazioni relative al Covid-19 , linee che purtroppo risultano sempre occupate, e le rarissime volte in cui squillano purtroppo nessuno risponde.

Mi rendo conto che probabilmente ci sarà un numero sproporzionato di chiamate da parte dei cittadini, ma io sto provando da un mese a chiamare, ed è precisamente dal 20 ottobre che non riesco mai a prendere la linea, nonostante mi incolli al telefono chiamando, attaccando e richiamando immediatamente dopo, anche per diversi minuti alla volta.

Leggo sotto i post di facebook che molte persone si trovano nella mia stessa situazione non riuscendo a parlare con questo centro. È come se il telefono fosse messo fuori posto.

Per cui allego alla presente dei video nei quali vi mostro cosa succede ogni volta che provo a chiamare i numeri sopra riportati.

Spero che la mia testimonianza serva a far emergere la realtà, sicuramente già nota, del nostro sistema sanitario che è allo sbando, non solo per quanto riguarda gli ospedali e la malattia in sé, ma anche per tutto il calvario che una persona è costretta a vivere nel momento in cui entra nel circuito asl.

È un mese che alla preoccupazione per le condizioni di salute di mio padre, mia madre e altri familiari, si aggiunge il caos, l’ignoto, l’assenza di chiarimenti, di spiegazioni, il tempo che passa e la rassegnazione.

Ci sono tante persone che sono state completamente dimenticate dall’Asl e che purtroppo devono tornare a lavoro, tracciamenti che vengono effettuati dopo settimane dai primi tamponi e quindi ormai inutili, famiglie isolate per settimane senza conoscere l’eventuale positività e che non possono quindi riprendere l’attività lavorativa e provvedere al sostentamento economico.

Mi auguro che la mia storia non venga ignorata, stiamo sacrificando la nostra libertà e il nostro lavoro per i ritardi, le incompetenze di chi dovrebbe tutelarci e sono stanca e amareggiata di sentir dire e leggere che la colpa di questa situazione è solo nostra, delle nostre vacanze, delle nostre uscite, dei nostri assembramenti.

Cordiali Saluti. (lettera firmata)

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