Il ricorso dei dissidenti apre il dopo congresso di Forza Italia. In Irpinia l’attenzione è tutta su Livio Petitto, schierato con la minoranza ma forte di consenso e peso istituzionale. D’Alessio e Melillo spingono per il dialogo.
Il congresso regionale è finito, ma per Forza Italia la partita politica è appena cominciata. E in Irpinia ha soprattutto un nome: Livio Petitto. La conferma di Fulvio Martusciello alla guida degli azzurri campani, arrivata il 9 settembre a Napoli, consegna al partito una leadership formalmente rafforzata ma anche una questione interna che ad Avellino nessuno considera marginale.
Petitto si è infatti schierato con il fronte che ha contestato le modalità di svolgimento dell’assise insieme ai parlamentari Pino Bicchielli, Annarita Patriarca e Raffaele De Rosa. I dissidenti hanno chiesto la sospensione dei lavori e annunciato un ricorso al Collegio nazionale dei Probiviri, mettendo nel mirino la procedura congressuale, dagli elenchi degli iscritti alle firme necessarie per la candidatura e alla determinazione dei quorum. Il congresso ha comunque proseguito i lavori ed eletto Martusciello, candidato unico, a larga maggioranza.
Il peso di Petitto in Irpinia
È proprio la posizione di Livio Petitto a rendere più delicato il dopo congresso per il gruppo irpino. Non si tratta soltanto di una diversa sensibilità politica. Il consigliere regionale rappresenta uno dei riferimenti elettorali più forti del centrodestra provinciale ed è alla seconda legislatura a Palazzo Santa Lucia.
Dal dicembre 2025 ricopre inoltre la carica di consigliere questore del Consiglio regionale della Campania, eletto per l’opposizione con 18 voti. Un incarico che ne rafforza ulteriormente il profilo istituzionale e rende evidente quanto una rottura definitiva avrebbe conseguenze ben oltre le dinamiche congressuali.
Negli ambienti azzurri irpini, proprio per questo, la parola che ricorre maggiormente è ricucitura. La scelta prevalente sembra essere quella di non trasformare il dissenso manifestato da Petitto in una resa dei conti. Il tema sarà capire se, superato il passaggio davanti ai Probiviri, esisteranno ancora le condizioni politiche per tenere insieme le diverse componenti.
D’Alessio: le differenze non sono una rottura
A indicare la strada del confronto è Vittorio D’Alessio, sindaco di Mercogliano e componente della segreteria regionale di Forza Italia. Per D’Alessio le posizioni emerse prima e durante il congresso devono essere considerate espressione delle diverse sensibilità presenti in un partito liberale, non necessariamente il preludio a una separazione.
Il sindaco sottolinea il contributo elettorale garantito in questi anni da Petitto al partito e ritiene legittimo che un consigliere regionale possa manifestare perplessità sulle modalità e sui tempi di un congresso. Una volta stabilita la guida regionale, però, per D’Alessio il confronto dovrebbe tornare nelle sedi interne con l’obiettivo di ristabilire un equilibrio tra le componenti.
È una posizione che prova a tenere insieme il riconoscimento della leadership di Martusciello e la necessità di non disperdere uno dei patrimoni elettorali più rilevanti di Forza Italia in provincia di Avellino.
La linea D’Agostino e la nuova squadra regionale
Il gruppo dirigente provinciale guidato da Angelo Antonio D’Agostino aveva scelto con chiarezza Martusciello già prima del congresso. A fine agosto il direttivo provinciale aveva ufficializzato il sostegno alla sua candidatura, indicando come priorità la costruzione di un partito regionale unito e competitivo in vista delle prossime sfide elettorali.
Dopo l’assise, D’Agostino ha rivendicato il peso conquistato dalla delegazione irpina nella nuova organizzazione regionale, parlando di nove eletti e quattro deleghe e sottolineando la necessità di presentarsi agli elettori come una squadra coesa.
Una linea condivisa da Gerardo Melillo, segretario cittadino di Forza Italia ad Avellino e vicepresidente del Consiglio comunale, entrato nella nuova struttura regionale. Melillo guarda soprattutto alla fase che si apre adesso: portare nella segreteria campana le questioni del capoluogo e dell’intera provincia e impedire che il congresso lasci dietro di sé fratture difficili da recuperare.
Il ragionamento, anche in questo caso, è politico prima ancora che organizzativo. Il confronto tra posizioni diverse può essere fisiologico, ma deve rimanere all’interno di una comunità che ha interesse a rafforzare la propria presenza sul territorio.
Il confronto continua a Volturara
Segnali in questa direzione arrivano anche da Marino Sarno, sindaco di Volturara Irpina e capogruppo in Consiglio provinciale. Sarno evita di entrare nel merito del documento presentato dai dissidenti, ma insiste sull’esistenza di più anime dentro Forza Italia e sulla necessità che queste continuino a parlarsi.
Un primo banco di prova arriverà già sabato a Volturara Irpina, dove il convegno “Coltivare il futuro” vedrà tra i partecipanti sia Angelo Antonio D’Agostino sia Livio Petitto. Una presenza contemporanea che, almeno sul piano politico, rappresenta l’immagine di un dialogo che non si è ancora interrotto.
Il punto sarà capire se questa convivenza potrà tradursi in una ricomposizione vera oppure se il ricorso annunciato al Collegio dei Probiviri finirà per irrigidire ulteriormente le posizioni.
Martusciello riparte da una leadership più forte
Dal congresso di Napoli, Fulvio Martusciello è uscito con una legittimazione nuova. Nominato coordinatore regionale nel 2022 da Silvio Berlusconi, oggi è segretario scelto dal primo congresso campano del partito. La sua candidatura era l’unica formalmente presentata e ha ottenuto un sostegno molto ampio tra i delegati.
Martusciello ha indicato un obiettivo ambizioso: portare Forza Italia a contendere al Partito Democratico il primato elettorale in Campania e rafforzare il ruolo degli azzurri all’interno del centrodestra. Il congresso ha però mostrato che, accanto alla maggioranza che lo sostiene, esiste una componente che contesta apertamente il metodo con cui si è arrivati al voto.
La risposta politica della nuova segreteria sarà quindi determinante. La forza numerica uscita dal congresso dovrà confrontarsi con la capacità di recuperare chi ha scelto di non partecipare all’assise e di rivolgersi agli organismi di garanzia del partito.
Il caso Bicchielli e gli equilibri da riscrivere
Il passaggio dalla gestione commissariale alla segreteria eletta comporta anche una ridefinizione degli incarichi regionali. Le precedenti nomine dovranno essere formalizzate nuovamente e proprio dentro questo riassetto si colloca anche la posizione di Pino Bicchielli, tra i parlamentari che hanno contestato il congresso.
Secondo indiscrezioni circolate negli ambienti del partito, nella serata successiva all’assise l’ex vicecoordinatore regionale sarebbe stato escluso da alcune chat operative degli azzurri. Un episodio che, se letto insieme al duro documento congressuale, mostra quanto la tensione resti elevata nonostante gli appelli pubblici all’unità.
In Irpinia, però, la questione principale resta Petitto. Per consenso personale, rappresentanza istituzionale e capacità di incidere sul voto provinciale, il suo futuro dentro Forza Italia vale molto più di una semplice collocazione negli organismi interni.
Il congresso ha stabilito chi guiderà il partito campano. Non ha ancora stabilito, invece, se tutte le anime che hanno contribuito alla crescita degli azzurri continueranno a percorrere la stessa strada. È questo il passaggio che la classe dirigente irpina dovrà affrontare nelle prossime settimane, mentre sullo sfondo iniziano già a prendere forma i prossimi appuntamenti elettorali.

