Divorzio tra Taccone e Gubitosa: ora D’Agostino può decidere cosa fare

da sinistra walter taccone, angelo d'agostino e michele gubitosa (avellino

Cosa farà adesso Angelo D’Agostino? Voleva che Taccone e Gubitosa chiarissero il loro rapporto. Lo hanno fatto con un divorzio lampo. Non ci sono più impedimenti per l’imprenditore di Montefalcione che potrà decidere se concretizzare il suo preannunciato impegno nell’Avellino.

Ora Taccone è un uomo solo al comando ma per poco tempo. “Ho tre offerte concrete e importanti da valutare”. Una di queste viene da Giovanni Lombardi, già patron di Benevento e Casertana, un’altra da Angelo Ferullo, ex presidente del Latina, imprenditore nel ramo dell’edilizia e nel turismo già direttore generale della Lupa Roma.

La terza, potrebbe essere l’offerta vera e concreta di Angelo D’Agostino il quale adesso ha la strada libera per entrare nell’Avellino. E’ quella che i tifosi s’aspettano, per continuare ad avere una dirigenza tutta irpina com’è sempre stato per la società ripartita da zero, dal 2009, sempre con personaggi locali.

Dieci minuti per porre fine a un rapporto che doveva essere duraturo e con un futuro da urlo. Per due anni c’era stata unità di intenti tra l’esperto Walter Taccone (amministratore unico con l’80% del pacchetto azionario) e il giovane imprenditore del settore informatico Michele Gubitosa, al quale il patron aveva ceduto il 20% e la carica di presidente onorario dopo averlo avuto quale importante sponsor con il marchio della holding HS Company.

Dopo l’incubo di una forte penalizzazione che avrebbe compromesso il futuro e l’immagine dell’Avellino (scongiurata attraverso l’abile difesa dell’avv. Chiacchio) e il sollievo per la salvezza ottenuta in extremis contro il Latina, Gubitosa aveva sollecitato l’ingresso di un nuovo socio e di capitali freschi per garantire un futuro ambizioso al club irpino, nonché di una ancor più solida struttura organizzativa.

S’era fatto avanti Angelo D’Agostino, imprenditore con interessi in vari settori (dall’eolico all’energetico, oltre all’edilizia, editoria e automotive), anche uomo politico (tra qualche mese ci saranno le elezioni), disposto a entrare in società dopo essere stato per 5 anni importante sponsor dell’Avellino.

Accordo apparentemente fatto: 3 soci al 33% ma al momento di ratificare l’accordo, erano emerse difficoltà sul costo delle azioni che Taccone avrebbe dovuto cedere al nuovo socio e in parte a Gubitosa per giungere a un rapporto paritetico.

D’Agostino s’è poi tirato fuori, in attesa di un chiarimento tra Taccone e Gubitosa che, ieri, si sono chiariti. Il divorzio tra gli ormai ex soci s’è consumato nell’elegante studio del notaio Masismo Giordano dove il giovane imprenditore ha restituito all’esperto patron quel 20% del pacchetto azionario acquisito due anni fa, senza nulla pretendere. Ovvio che Taccone, al momento dei saluti, abbia detto: “E’ stato il mio migliore socio”. E Gubitosa, che ha seguito la sorte dei vari Rodomonti, Contino, Cipriano, Iacovacci, fuoriusciti dalla società mettendoci denaro, ha ammesso: “C’era diversità di vedute sui progetti, avrei voluto portare avanti il mio, fortemente ambizioso, ma non è stato condiviso da Taccone. Ho perso ed esco a testa bassa, consapevole di avere fatto il meglio per l’Avellino. Gli uomini si vedono anche nelle sconfitte, dalle quali trarre esperienza”. Una sconfitta che a Gubitosa è costata un po’ di quattrini.

 

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