Avellino, la Cassazione conferma il sequestro del complesso edilizio di via Zigarelli: “Legittimo”

Sul sequestro complesso edilizio di via Zigarelli, la Cassazione conferma che la “misura cautelare è legittima”. A stabilirlo i giudici della Suprema Corte ,che hanno rigettato il ricorso presentato dall’ l’avvocato Raffaele Tecce, ritenendolo infondato. Dunque le unità immobiliari – in corso di realizzazione e sequestrate dall’autorità giudiziaria – restano sotto sequestro. Il sequestro era stato ritenuto già legittimo dai giudici del tribunale del Riesame di Avellino, misure sezioni reali a gennaio, quando avevano rigettati i ricorsi presentati dagli avvocati Raffaele Tecce e Benedetto Di Maio, difensori di tre indagati.

 

Sette le persone indagate per i reati di lottizzazione abusiva e falso (contestato a due dei sette indagati).Gli scritti nel registro degli indagati, accusati di falso e violazione della normativa edilizia, sono geometri, progettisti, direttori dei lavori e noti imprenditori edili. Stando agli accertamenti effettuati dai carabinieri forestali avrebbero violato la fascia di rispetto del Vallone Fenestrelle.Secondo l’accusa, gli accertamenti dei militari agli ordini del tenente Spitale e una consulenza tecnica disposta dalla Procura (le indagini sono coordinate dal pm Fabio Massimo Del Mauro) gli indagati avrebbero realizzato una lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio con una trasformazione urbanistica o edilizia dell’ area interessata in violazione delle prescrizioni deglistrumenti urbanistici vigenti o adottati o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali e senza la prescritta autorizzazione e in presenza di una trasformazione urbanistica o edilizia del territorio effettuata in assenza del previsto piano di lottizzazione con necessità di un ulteriore adeguamento degli standard in ragione del notevole incremento del carico urbanistico. Come era gia’ emerso dopo il sequestro disposto dal Gip del Tribunale di Avellino Mauro Tringali relativamente alla struttura finita sotto sequestro, dodici appartamenti per un valore di circa 4 milioni di euro.

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