Alto Calore, è l’ora della verità. Il piano di risanamento al vaglio dei sindaci

Questo pomeriggio i sindaci-soci saranno chiamati a dire la loro sul piano di risanamento dell’Alto Calore Servizi. Ad illustrare il piano sarà il professore Stefano Pozzoli. 

I numeri: la Regione è pronta a metterci 20 milioni di euro – dal 2019 al 2021 – per la riqualificazione di reti, adduttrici e impianti. Tagli al personale, una sforbiciata da 5 milioni e mezzo di euro all’anno per tutto il triennio: gli aggiudicatari degli interventi avranno infatti l’obbligo di utilizzare circa 100 unità lavorative dell’Alto Calore che saranno distaccate fino alla realizzazione delle opere. Per tagliare ulteriormente i costi del personale si farà leva anche su un piano di prepensionamenti.

Previsto un aumento di capitale da 25 milioni di euro. E dovranno essere i sindaci, ed i loro comuni, a metterceli in base alle quote possedute e a compensazione dei crediti maturati. Nei giorni scorsi è arrivato l’avvertimento del vicegovernatore Fulvio Bonavitacola ai sindaci: “La scelta spetta ai sindaci, valutino conseguenze, noi pronti a fare la nostra parte o a fermarci”. E poi chiarisce, se per Alto Calore dovesse arrivare il fallimento “oltre a non garantire i creditori, il soggetto gestore che non potrà essere più pubblico essendo stata manifestata l’inefficienza della gestione”

All’incontro di questo pomeriggio il presidente Acs Lello De Stefano si presenta dimissionario. Non presenterà la sua candidatura per ricoprire il ruolo di ad della società di corso Europa. A raccogliere l’eredità di De Stefano dovrebbe essere Michelangelo Ciarcia che dovrebbe subentrargli in qualità di capo dei Revisori dei Conti.

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