Cosa cambia sulla tutela della privacy: ecco una breve guida alle novità

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A partire dal 25 maggio 2018 diviene effettivo il nuovo Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali, il Regolamento n. 679 del 2016 General Data Protection Regulation (GDPR), che sancisce norme più restrittive e obblighi più gravosi per chiunque tratti dati personali.

A partire da questa data, in molti si sono ritrovati la casella email invasa da comunicazioni relative alla privacy, ma anche i servizi online e i social network già da qualche giorno si sono fatti sentire con annunci relativi alla lettura e all’autorizzazione del nuovo regolamento.

L’attenzione al tema della privacy dei propri dati è divenuta infatti di primaria importanza, anche in seguito agli scandali che hanno interessato la più nota piattaforma social, Facebook. Motivo per cui l’Unione Europea ha stabilito l’adozione di una norma unica che sostituisca quelle precedenti presenti nei vari Stati Membri. Lo scopo è quello di potenziare il livello di protezione dei dati personali, rendendo le norme adeguate agli strumenti sempre più sociali e condivisi a disposizione degli utenti.

Il nuovo Regolamento interessa tutti, in primis chi tratta dati personali come pubbliche amministrazioni, società di servizi, aziende, professionisti, ma anche utenti, consumatori e cittadini che necessitano della dovuta protezione. Diverse le novità.

A partire dalla trasparenza, per la quale si richiede massima informazione, chiara e dettagliata, su modalità, finalità e ambito del trattamento dei propri dati. Tale materiale informativo deve risultare inoltre sempre accessibile per la visualizzazione da parte dell’utente.

C’è poi il tema del consenso, ufficialmente fornito, ma revocabile in ogni momento. Per l’utilizzo di strumenti quali i social network, inoltre, l’utente deve avere almeno 16 anni per poter conferire il consenso senza la presenza dei genitori.

Il diritto di rettifica può essere esercitato ogni volta che i propri dati risultino inesatti.

Mentre il diritto all’oblio, ovvero la cancellazione dei propri dati, può essere esercitato nel momento in cui vengano a mancare i presupposti di legittimità del trattamento stesso, come la revoca del consenso, o se il trattamento risulti illecito, come nel mancato consenso per quello specifico trattamento. Ricevuta la richiesta di cancellazione, il titolare del trattamento è tenuto a cancellare i dati in tempi brevi.

L’utente, infine, ha il diritto di scaricare i dati personali che lo riguardano offerti a un fornitore di servizi e la possibilità di trasmetterli ad altro fornitore (motivo per il quale in questi giorni i social network consentono di scaricare i propri post, i messaggi, l’elenco dei contatti e similari).

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