Sviluppo agricolo, la sfida dei Verdi

Sviluppo agricolo, la sfida dei Verdi
Troppi fondi agricoli, il territorio è parcellizzato. E’ quanto rilevano i Verdi a Montoro Inferiore. In un comunicato a firma del leader locale, Simone Picariello si parla di agroalimentare e turismo rurale. “Le cause – c’è scritto – sono da ricercare nelle inadeguate politiche agrarie attuate nel …

Sviluppo agricolo, la sfida dei Verdi

Troppi fondi agricoli, il territorio è parcellizzato. E’ quanto rilevano i Verdi a Montoro Inferiore. In un comunicato a firma del leader locale, Simone Picariello si parla di agroalimentare e turismo rurale. “Le cause – c’è scritto – sono da ricercare nelle inadeguate politiche agrarie attuate nel secolo scorso, a tutti i livelli (PAC a livello di CEE ma anche a livello nazionale e locale). La conseguenza di tale fenomeno patologico è la realtà agricola attuale: la stragrande maggioranza delle aziende si presentano inadeguate ed inefficienti dal punto di vista strutturale con una connotazione ed una dimensione economica rivolta all’autoconsumo o poco più ; le aziende che presentano una struttura di impresa, efficienti ed in grado di produrre per il mercato son poche, forse meno di dieci”. “Tra i di punti di forza del nostro territorio – aggiungono i Verdi – dobbiamo annoverare senza dubbio “ le produzioni tipiche ed agroalimentari con elevati prodotti di pregio” come il pomodoro DOP S.Marzano, la Cipolla Ramata, Il Carciofo di Preturo, le numerose varietà di ciliegio e degli altri ortaggi che hanno caratterizzato e resa famosa l’agricoltura montorese nei decenni scorsi Grande opportunità per tutto il territorio rappresenta quindi la presenza di questi prodotti ad elevata connotazione di tipicità, il cui consumo è in forte crescita, spinto da una crescente e diffusa attenzione rispetto alle caratteristiche qualitative delle produzioni agroalimentari. E’ indispensabile, per lo sviluppo economico del nostro comprensorio, la costruzione di un nuovo modello di sviluppo che inevitabilmente deve incentrarsi sul comparto agricolo, attraverso la creazione di aziende agricole, moderne ed efficienti, in grado di sfruttare in pieno le potenzialità delle produzioni tipiche della nostra agricoltura e di superarne al contempo i difetti. Infatti il PTR – Piano Territoriale Regionale – che ha il compito di disegnare le linee di sviluppo delle diverse realtà territoriali regionali, ha previsto per il nostro comprensorio un sistema di sviluppo RURALE-MANIFATTURIERO, per cui i finanziamenti della programmazione Europea saranno previsti quasi esclusivamente per iniziative coerenti con le linee di sviluppo che la regione Campania ha previsto per il nostro comprensorio. Oltre alla dimensione produttiva e di sviluppo economico non va affatto sottovalutata la valenza paesaggistico-naturalistica e di protezione idrogeologica che l’agricoltura oggi riveste, in modo particolare per un territorio come in nostro molto fragile da questo punto di vista”. Per tale motivo – tanto per non restare a dichiarazioni di principio o d’intenti concludono i Verdi – noi abbiamo proposto, per iniziare, 3 iniziative da attuare subito: 1. INNALZAMENTO DEL LOTTO MINIMO PER LE CASE RURALI A 10.000 mq, nell’ambito del redigendo PUC, al pari di comuni vicinori (Fisciano es.) con problematiche e dinamiche di sviluppo simili al nostro. Infatti il lotto minimo attuale (4000 mq) ha determinato un forte incremento del valore dei suoli agricoli: un valore di mercato CHE A VOLTE SUPERA I 30 euro al mq. contro i 3,5 euro al mq. (anno 2008 per un seminativo arborato irriguo) previsti come valori agricoli medi! L’innalzamento del lotto minimo dovrebbe eliminare, o quanto meno ridurla di molto, la valenza edificatoria dei terreni agricoli, che giustifica la differenza tra i valori agricoli medi ed i valori di mercato. In questo modo si ridarebbero i suoli agricoli al libero mercato – proprio della loro funzione (agricola e basta), favorendo il processo di aggregazione, indispensabile per superare la polverizzazione e frammentazione della proprietà del territorio montorese, con piccolissime aziende ben al di sotto delle dimensioni nazionali, già di per se ritenute insufficienti a garantire condizioni strutturali di sviluppo e di efficienza. RICORDIAMO CHE QUESTA PROPOSTA E’ STATA DA NOI GIA’ PRESENTATA NELLA RELAZIONE PROPOSITIVA AL PUC DEL DICEMBRE SCORSO. Riteniamo opportuno precisare che non si vuole assolutamente negare a chicchessia, il legittimo e sacrosanto diritto a costruirsi la casa: vogliamo solamente che come avviene in tutti i paese civili venga rispettato il principio della pianificazione: con gli strumenti di piano, oggi piano regolatore domani puc si decida quale parte del territorio debba essere destinato all’edilizi

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