Edilizia, giornata di sciopero

In data odierna si è tenuto lo sciopero generale indetto dalle federazioni sindacali nazionali, a seguito della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale dell’edilizia. Si sono svolte quattro manifestazioni in Milano, Roma, Napoli e Palermo. Quella di Napoli ha coinvolto l’intera Campania e quattro regioni (Puglia Basilicata, Molise e Calabria). E’ stata una manifestazione partecipata e sentita; anche i lavoratori di Avellino hanno dato un notevole contributo. Il motivo principale della mobilitazione ha avuto alla base la rottura delle trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale, bloccato da una trattativa che non trova conclusione da 11 mesi, dove provocatoriamente l’Ance (Associazione dei Costruttori) e le Cooperative non vogliono elargire neanche un euro di aumento salariale e vogliono sostanzialmente cancellare l’APE (Anzianità Professionale Edile) e cioè cancellare una mensilità che i lavoratori edili percepiscono annualmente in sostituzione degli scatti di anzianità previsti per tutti gli altri settori lavorativi. L’altro motivo della mobilitazione è stato il lavoro, lo sviluppo della Campania e del Mezzogiorno che mancano del tutto. Il settore delle costruzioni è attraversato da una grave crisi, ormai da alcuni anni, e la causa è determinata dal blocco della spesa pubblica e privata a cui concorrono la politica e tutti i livelli istituzionali, locali, regionali e nazionale. Nella sola provincia di Avellino dal 2008, inizio della crisi, non parte più un cantiere di importanti dimensioni; l’Edilizia e le Costruzioni vivono da tempo una crisi profonda e i dati della Cassa Edile, Osservatorio privilegiato del settore, registrano una perdita di addetti di circa 3.000 lavoratori e 350 imprese. Il monte salario si è abbassato di circa il 50% (poco più di 64 milioni nel 2008 e si prevedono circa 34 milioni nel 2013). Il solo settore dell’edilizia ha perso complessivamente circa 6.000 lavoratori, che vanno ad incrementare gli 84.000 disoccupati censiti al Centro per l’Impiego. Le uniche note positive riguardano la Cassa Edile della provincia di Avellino che ha chiuso il bilancio consuntivo del 2012 in positivo (unica realtà della Campania e non solo) e l’altra riguarda la Filca Cisl che si conferma prima Organizzazione di Settore con il 54% di rappresentatività degli edili versanti. Non è più più sopportabile che vi siano risorse, da noi più volte denunciate, di circa 1000 milioni di euro ferme a vario titolo, soprattutto per inerzia della pubblica amministrazione, per l’eccessivo (oserei dire paranoico) burocratismo, con il silenzio della politica a tutti i livelli, incurante della situazione sociale che diventa sempre più drammatica. Queste risorse se spese anche gradualmente possono dare risposte occupazionali ed invertire la tendenza ad un settore ormai in ginocchio. Senza nulla togliere alle tante altre opere, che per vari motivi sono ancora bloccate, per brevità, vogliamo posizionare la nostra attenzione su alcune di esse e in particolare quelle dove, pur avendo espletato tutte le procedure, firmati i contratti di appalto, ancora oggi non vengono rapidamente avviati i cantieri e dare un minimo di respiro al settore e ai tanti lavoratori disoccupati dell’Irpinia. La Tre Torri – Lamanna (oltre 36 milioni di euro finanziati dalla Regione Campania e dall’Anas, progettata dalla Provincia di Avellino), è da tempo che sono stati annunciati l’avvio dei lavori, ma non si vede ancora l’operatività del cantiere. La Lioni – Grottaminarda (almeno il tratto di 70 milioni Grottaminarda-Frigento delibera Cipe del Marzo 2012), dove sono trascorsi tanti mesi dall’annuncio della posa in opera della prima pietra, anche qui non si vede l’apertura del cantiere; per questa grande opera tra l’altro vanno accelerati i successivi lotti, quelli finanziati (220 milioni delibera Cipe Agosto 2011) e quelli da finanziare per il completamento previsto per un importo complessivo di 450 milioni di euro. Il settore degli Impianti fissi, anch’esso vive una crisi drammatica le cui cause sono riconducibili alla crisi più generale, ma buona parte è legata al blocco dell’edilizia. Le poche realtà che ancora sopravvivono, riguardano: la Novolegno di Montefredane Av che continua a gestire questa fase di crisi utilizzando il contratto di solidarietà ed è di questi giorni la discussione ormai definita anche per il 2014. La Eurosystem ha attivato la Cigs in deroga e la Holzbau di Calitri ora comincia ad avere difficoltà di mercato. Altre aziende del settore Laterizi-manufatti (Ilas di San Martino e Prefab.i di Montefredane) hanno cessato l’attività. La situazione sociale è molto delicata e può esplodere da un momento all’altro, pertanto ognuno ai vari livelli di responsabilità deve attivarsi per dare le risposte ad un settore allo stremo. Pertanto continua la mobilitazione della categoria per un rapido rinnovo del contratto e per lo sviluppo e l’occupazione attraverso lo sbocco e l’avvio immediato dei cantieri. Solo in tal modo si risolleva il settore delle Costruzioni dando risposte ai tanti disoccupati che sono senza una prospettiva. In questo processo è necessario rilanciare l’azione sinergica con tutti i livelli confederali, perché prevalga il senso di responsabilità e si diano risposte concrete all’emergenza del lavoro.

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