Superare la gestione emergenziale della crisi idrica e puntare su una strategia strutturale di lungo periodo. È questo il messaggio emerso dal Cnpr Forum “Acqua, emergenza da gestire o risorsa su cui investire?”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili.
Il vicepresidente della Commissione Industria del Senato, Giorgio Maria Bergesio (Lega), ha illustrato le iniziative del Governo, dal decreto Siccità al Piano nazionale degli interventi infrastrutturali per la sicurezza del settore idrico, che prevede circa 400 opere strategiche e oltre 1,8 miliardi di euro già destinati ai primi interventi.
Patty L’Abbate (M5S) ha ribadito la necessità di abbandonare la politica delle emergenze, presentando una proposta di legge che punta su prevenzione, riduzione delle perdite idriche, riutilizzo delle acque reflue, contabilità ambientale e introduzione dei certificati blu per incentivare il risparmio della risorsa.
Massimo Milani (FdI) ha rivendicato gli investimenti del Governo, sostenuti anche dal PNRR con 4,5 miliardi di euro, destinati soprattutto al Mezzogiorno per nuovi invasi, ammodernamento delle infrastrutture e promozione dell’economia circolare attraverso il riuso delle acque.
Marco Simiani (PD) ha evidenziato la gravità delle perdite nella rete idrica italiana, che raggiungono in media il 41%, con punte vicine al 70% in alcune aree del Sud, sottolineando l’urgenza di investire nel riutilizzo delle acque depurate e nella raccolta delle acque piovane.
Dal mondo delle professioni, Elisabetta Polentini ha richiamato l’esigenza di accompagnare la transizione ambientale con innovazione tecnologica, monitoraggio intelligente e strumenti di finanza sostenibile, mentre Paolo Longoni ha concluso ribadendo che la sicurezza idrica passa attraverso tre priorità: ridurre le perdite delle reti, modernizzare l’irrigazione agricola e incrementare il riuso delle acque reflue.

