Avellino, Centro autismo ancora chiuso. L’ira delle associazioni

Centro per l'Autismo di Valle - Avellino

Il Centro per l’autismo di Valle ancora off limits. A distanza di tre mesi dall’affidamento del coordinamento scientifico di un polo di ricerca sull’autismo all’Università di Salerno da parte del sindaco di Avellino, Gianluca Festa, la struttura di Contrada Serroni non ha riaperto battenti.

Il progetto, presentato dal primo cittadino a fine anno, dovrebbe comprendere anche la gestione del centro ma, ad oggi, non è ancora decollato. Nel mezzo la decisione dell’Asl, tenuta fuori dalla gestione della struttura socioassistenziale, di dirottare i fondi previsti per realizzare un proprio centro autismo al piano terra dell’ospedale “Maffucci” di via Pennini.

Tre mesi di nulla durante i quali a farne le spese, come accaduto nei quindici anni passati dalla realizzazione della struttura fino ad oggi, sono stati sempre bambini e ragazzi con sindrome dello spettro autistico e, inevitabilmente, le loro famiglie. Una situazione di stallo denunciata con forza dall’associazione “Garante per le diverse abilità”.

Michelangelo Varrecchia, presidente dell’organizzazione, non ha mai nascosto i propri dubbi rispetto alla decisione del primo cittadino ed ora rilancia la battaglia: «Sono state fatte scelte sbagliate, si poteva anche indicare il centro sociale di via Morelli e Silvati, vuoto da mesi, come luogo di ricerca e studio. Invece, si è voluto sottrarre il centro di Valle, già finito, alla sua destinazione d’uso: la cura dei ragazzi autistici. Un’ingiustizia rispetto alla quale bisognerebbe fare un passo indietro e dare la struttura in gestione all’Asl, che è l’unico soggetto ad avere già fondi e progetto per erogare le terapie necessarie».

Per Varrecchia, dunque, non c’è altro tempo da perdere. D’altronde, di questo passo, aggiunge: «Il centro di Valle rischia solo di essere nuovamente vandalizzato e di trasformarsi, senza manutenzione, ancora una volta in una savana a cielo aperto. Mentre la trasformazione di parte del “Maffucci” in centro autismo rischia di richiedere tempi non brevissimi. La sofferenza dei ragazzi e delle loro famiglie non può più aspettare».

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