Solofra rilancia il Primo Soccorso: appello a tutti i Comuni irpini

La Giunta approva l’atto di indirizzo e chiede una verifica tecnica a Regione e Moscati

Dopo settimane di pressing sul Landolfi, il Comune trasforma la vertenza in un’iniziativa provinciale. La delibera del 2 settembre invita tutti i sindaci dell’Irpinia ad aderire e chiede di valutare tempi, requisiti e risorse per il servizio.

Solofra porta la vertenza sul futuro dell’ospedale Agostino Landolfi fuori dai confini cittadini e prova a trasformarla in una questione dell’intera provincia di Avellino. È questo il dato politico più nuovo che emerge dalla deliberazione di Giunta numero 150, approvata il 2 settembre 2026: il Comune chiede l’apertura di un Primo Soccorso nel presidio ospedaliero e, nello stesso tempo, chiama gli altri sindaci irpini a costruire una posizione istituzionale comune.

L’atto è stato approvato all’unanimità dalla Giunta guidata dal sindaco Nicola Moretti e viene immediatamente reso eseguibile. Non dispone però l’apertura del servizio e non fissa una data. Formula invece una richiesta politica precisa alla Regione Campania e all’Aorn San Giuseppe Moscati: valutare concretamente se e come attivare il Primo Soccorso a Solofra, verificandone condizioni organizzative, personale, strutture, tecnologie e compatibilità con la programmazione sanitaria regionale.

La vertenza diventa provinciale

Il passaggio più significativo della nuova delibera è il cambio di prospettiva. Solofra non presenta più il tema soltanto come rivendicazione del territorio della Valle dell’Irno, ma lo inserisce nel riequilibrio complessivo della rete dell’emergenza-urgenza di questa provincia.

La Giunta chiede che vengano analizzati i tempi necessari ai cittadini per raggiungere i servizi di emergenza nelle diverse aree dell’Irpinia, considerando popolazione residente, viabilità, caratteristiche geografiche e presenza dei poli produttivi. È un riferimento particolarmente rilevante per il comprensorio solofrano, segnato da una forte concentrazione industriale.

Nel documento viene anche precisato che l’iniziativa non vuole penalizzare gli altri ospedali della provincia. L’obiettivo dichiarato è costruire una valutazione complessiva della rete e sottrarre la discussione a contrapposizioni territoriali. Proprio per questo  il primo cittadino Moretti viene autorizzato a raccogliere le deliberazioni delle Giunte comunali che decideranno di aderire e a rappresentarne successivamente le istanze davanti alle istituzioni sanitarie e regionali. La delibera sarà trasmessa ai sindaci irpini, al presidente della Provincia di Avellino, alla Regione Campania e al Moscati.

Dal Laboratorio Analisi al nodo delle urgenze

Il nuovo atto arriva poco più di un mese dopo un’altra presa di posizione del Comune. Il 31 luglio, con la delibera numero 133, Solofra era intervenuta sulla revisione dell’Atto Aziendale del Moscati, esprimendo contrarietà a qualsiasi ridimensionamento del Laboratorio Analisi del Landolfi collegato al potenziamento delle attività di Biologia della Riproduzione.

La linea dell’amministrazione era stata allora costruita su due fronti: difesa del Laboratorio Analisi esistente e richiesta di attivazione del servizio per le urgenze. Il Comune sosteneva che il potenziamento della medicina della riproduzione dovesse avvenire con risorse aggiuntive e senza sottrarre personale, spazi o attrezzature alle attività diagnostiche già operative. Nello stesso provvedimento chiedeva a Regione Campania e Moscati di procedere alla piena e tempestiva attivazione del Primo Soccorso, richiamando la previsione già contenuta nell’assetto aziendale.

Anche Montoro si era successivamente schierata sulla stessa posizione, aderendo all’iniziativa di Solofra e chiedendo sia la salvaguardia del Laboratorio Analisi sia l’attivazione del servizio per le emergenze al Landolfi.

Tra gli atti acquisiti figura inoltre un riscontro dell’Azienda ospedaliera protocollato il 6 agosto 2026, con numero AOM-0024944-2026. Il documento fornito consente di verificare il protocollo e la data, ma non rende leggibile il contenuto della comunicazione: non è quindi possibile attribuire al Moscati, sulla sola base di quel file, posizioni specifiche senza forzarne il significato.

Primo Soccorso o Punto di Primo Intervento

C’è un elemento tecnico che accompagna tutta la vicenda e che aiuta a comprendere la partita in corso. La nuova delibera comunale utilizza la definizione di “Primo Soccorso”, mentre l’Atto Aziendale del Moscati parla espressamente di istituzione di un Punto di Primo Intervento presso il Landolfi, secondo il modello previsto dal decreto ministeriale 70 del 2015.

Nel documento aziendale Solofra viene configurata come struttura collegata funzionalmente al Pronto Soccorso della Città Ospedaliera di Avellino, indicato come hub. Il Punto di Primo Intervento dovrebbe gestire le urgenze minori e assicurare una prima stabilizzazione dei casi più complessi, con successivo trasferimento dei pazienti critici ad Avellino attraverso il trasporto secondario. L’Atto Aziendale indica anche la presenza di quattro posti di Terapia Intensiva al Landolfi e collega la gestione del Punto alla Medicina Generale ad indirizzo epatologico.

È proprio tra la previsione programmatoria e la mancata attivazione concreta che si è sviluppata la pressione istituzionale degli ultimi mesi.

Una storia che parte da lontano

Le aspettative del territorio non nascono nel 2026. Già nel 2018 la Regione Campania, disponendo l’annessione del Landolfi all’Azienda ospedaliera Moscati, aveva definito Solofra come presidio con Pronto Soccorso.

Dopo gli interventi di riqualificazione, il Landolfi è tornato pienamente al centro dell’offerta sanitaria aziendale, ma la funzione di emergenza non ha seguito lo stesso percorso. Alla riapertura del presidio ristrutturato, nel luglio 2024, il Punto di Primo Intervento non era ancora operativo.

Il tema è tornato con forza nel giugno scorso, quando la Fp Cgil di Avellino ha chiesto al direttore generale del Moscati e alla Regione di dare attuazione all’Atto Aziendale, sostenendo che l’assenza del servizio costringesse i cittadini a rivolgersi ad altri ospedali e aggravasse il carico sulla rete dell’emergenza.

A fine agosto, Nicola Moretti ha ulteriormente alzato il livello della pressione. Il sindaco ha ricordato il ruolo svolto in passato dal Pronto Soccorso solofrano e ha riferito che, secondo la direzione strategica, una delle principali criticità sarebbe rappresentata dalla disponibilità di medici e personale. Nelle stesse dichiarazioni aveva annunciato un confronto con il direttore generale del Moscati nelle prime settimane di settembre.

Adesso la richiesta è una verifica formale

La delibera del 2 settembre arriva dunque alla vigilia di quel confronto e cambia il terreno della discussione. Non si limita a rivendicare l’attuazione di una previsione già inserita nella programmazione aziendale. Chiede alla Regione e al Moscati di mettere nero su bianco una verifica sulle condizioni necessarie per l’apertura, dalle risorse professionali agli standard strutturali e tecnologici.

Ed è proprio questo il punto sul quale si misureranno i prossimi passaggi. La Giunta non stanzia risorse e precisa che l’atto, in questa fase, non comporta obbligazioni finanziarie per il Comune. La decisione finale resta nelle competenze della programmazione sanitaria e dell’Azienda ospedaliera. Ma Solofra tenta ora di arrivare a quel tavolo non più da sola, bensì con il peso politico delle eventuali adesioni degli altri Comuni irpini.

Il dossier Landolfi entra così in una nuova fase. Dopo le richieste sindacali, gli atti di Solofra e Montoro e il confronto sull’Atto Aziendale, il Comune prova a trasformare una lunga attesa locale in una vertenza sulla distribuzione dell’emergenza-urgenza in tutta la provincia. La risposta decisiva dovrà arrivare dalla Regione Campania e dal Moscati, soprattutto sul nodo che continua a condizionare ogni ipotesi di apertura: organizzazione del servizio e disponibilità del personale.

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