La rete del Grano guarda all’UNESCO: in Irpinia è partita la nuova sfida per tutelare il Patrimonio immateriale

La Rete del Grano è ripartita in continuità con le straordinarie manifestazioni realizzate a Fontanarosa, Flumeri, Frigento, Villanova del Battista, Mirabella Eclano, Foglianise, San Marco dei Cavoti e Jelsi.
Conferenza Stampa presso la Provincia di Avellino.  Gli amministratori dei Comuni sono stati accolti dal consigliere Provinciale Marino Sarno,  con Giuseppe Pescatore, Sindaco di Fontanarosa (Comune Capofila della Rete), Sono intervenuti  presso la sala Grasso di Palazzo Caracciolo  Raffaella Rita D’Ambrosio, assessore del Comune di Mirabella Eclano, Mario Ciccone, consigliere del Comune di Villanova del Battista,  Giuseppe Silvestri,, Lello Labate, e Pietro Rosato Unpli Avellino e i volontari del servizio civile dell’Unpli Avellino, della Pro Loco di Atripalda e di Mercogliano. Presente anche l’ing. Gennaro Buonopane di Mirabella Eclano, Erminia Cerundolo, Giovanni Gambino e Carmelina D’Amore. E’ stato ricevuto e letto il messaggio di saluti inviato  dalla prof.ssa Helga Sannita della Università Suor Orsola Benincasa. Nel corso dell’incontro sono stati descritti e portati a conoscenza tutti i Riti di Grano che si sono svolti.
Tutti d’accordo sulle nuove iniziative nel segno della continuità visto che la rete è ripartita.
 
La dedizione e l’impegno del presidente UNPLI Silvestri

«La rete del grano che comprende alcuni comuni della provincia di Avellino, di Benevento e di Campobasso nel corso della cerimonia di presentazione  si era data il  raggiungimento del  doppio obiettivo: quello di rappresentare la partecipazione e risaltare le manifestazioni del grano che si sono svolte e anche l’altro obiettivo. quello di rilanciare il ruolo della rete al fine di fare la domanda all’UNESCO per inserire questi beni al suo interno come beni immateriali dell’umanità.

È una iniziativa  molto impegnativa – ha spiegato il presidente UNPLI provinciale Avellino Giuseppe Silvestri-  che ci vede impegnati e noi ce la mettiamo tutta perché queste tradizioni sono importanti e sono uniche al mondo.

Adesso bisogna rimboccarsi le maniche affinchè avvenga  l’inserimento di queste tradizioni nei beni dell’UNESCO che non avvantaggia solo questi paesi, ma avvantaggia un’area interna della Campania che ha bisogno anche di frenare, fermare quello che è lo spopolamento delle nostre zone. Lo faremo attraverso la proposizione a livello culturale di queste notevoli e importanti manifestazioni e andremo avanti in questo percorso perchè il progetto venga realizzato.»

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