Emergenza Sanità, Petruzziello: necessaria unità

Emergenza Sanità, Petruzziello: necessaria unità

“La grande manifestazione di martedì scorso a Napoli, quando dinanzi al Palazzo della Regione si è ritrovata una intera provincia, insieme ai rappresentanti istituzionali, alle organizzazioni sindacali, alle cariche religiose ed ai componenti dei comitati civici, rappresenta un patrimonio da non disperdere. Un punto di forza straordinario sul quale puntare per portare avanti una battaglia di civiltà per la difesa del diritto alla saluta di una intera comunità”. Queste le dichiarazioni di Vincenzo Petruzziello, segretario provinciale CGIL Avellino.
“Fino ad oggi – continua Petruzziello – abbiamo operato in piena unità e solidarietà, oltre ogni divisione campanilistica, politica, ideologica, consapevoli che la difesa del diritto alla salute attraverso il mantenimento dei presìdi ospedalieri irpini necessitano della partecipazione dell’intera comunità.
Non ci appassionano le discussioni dell’ultim’ora, che vogliono a tutti i costi individuare colpevoli e responsabili per il mancato ricevimento da parte del presidente Caldoro e della giunta regionale.
L’unico colpevole in questa vicenda è proprio i presidente della Regione che ha accolto duemila pacifici manifestanti, 40 sindaci, un vescovo ed i rappresentanti sindacali alla stregua di una banda di criminali, serrando ogni varco di accesso al Palazzo della regione, immaginando che dall’irpinia stessero arrivando briganti e delinquenti.
Alla CGIL non interessa né acquisire la paternità della protesta, tantomeno individuare colpe riguardo alle modalità di partecipazione alla mobilitazione popolare. Riteniamo che l’obiettivo unico sia quello della difesa del territorio e del rispetto di una intera comunità e che va perseguito e potrà essere raggiunto, solo mantenendo unito il fronte della protesta, evitando strumentalizzazioni politiche, fuoco amico e veti incrociati.
Incalzare Caldoro e la giunta regionale sulle proposte e sulle prospettive di mantenere in vita l’ospedale di Bisaccia e di Santa’Angelo dei Lombardi è la ragione per cui in Irpinia, un vasto movimento di popolo si è unito ed organizzato. Altre polemiche appartengono alla politica e a chi è alla ricerca di effimera notorietà.
Quella politica che ancora una volta abbiamo chiamato all’assunzione di responsabilità e che per adesso, ancora una volta elude gli impegni, che si mostra incapace di elaborare una proposta e spiazzata rispetto alla sfrontatezza con la quale il presidente Caldoro ha inteso presentarsi, o meglio non presentarsi, dinanzi ad un significativo movimento popolare”.
“La CGIL ritiene – conclude il segretario provincia della Cgil – che fino a lunedì prossimo, giorno in cui il presidente Caldoro avrebbe concesso l’incontro, tutti i protagonisti di questa mobilitazione devono rimanere uniti e tenere ben presente l’obiettivo intorno al quale si sono raggruppate forze e idee, che per la prima volta nella storia recente della nostra provincia, sono state capaci di superare steccati e posizioni.
Ancora una volta la CGIL evita le polemiche, senza nemmeno prendere in considerazione le accuse puerili che pure sono state lanciate all’indirizzo del sindacato e rilancia una nuova proposta anche al presidente Caldoro. Si ha, infatti, l’impressione che il presidente della Regione Campania sia “ostaggio” delle scelte del Ministero, interessato più a fare bella figura con i diktat imposti dal ministro Tremonti, piuttosto che a rispondere alle esigenze del territorio che lo ha eletto. Per questo la CGIL, è pronta anche a dichiararsi disponibile ad un incontro con il Ministro della Salute, se è nelle disponibilità del presidente Caldoro chiedere un confronto al tavolo di Governo, alla presenza dei rappresentanti istituzionali dell’Irpinia che fino ad oggi hanno ben rappresentato le istanze del nostro territorio”.

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