Centrosinistra ad Avellino: Santoro, Bellizzi e Montefusco puntano a una ricostruzione da zero

 

Il dibattito sul futuro del centrosinistra ad Avellino si fa sempre più chiaro: la parola d’ordine dei leader progressisti è ricostruire da zero un’alleanza coesa e di qualità, partendo dai programmi e dalle esigenze della città.

Per Amalio Santoro (Per Avellino), le scelte del commissario hanno confermato il valore del lavoro di opposizione svolto finora. «Abbiamo un’altra occasione – spiega – e credo che ci sia una responsabilità collettiva verso la politica, che la città deve saper recuperare». L’obiettivo resta un’alleanza di centrosinistra all’altezza della sfida, non una semplice intesa di potere.

Nella stessa direzione si muove Antonio Bellizzi, che richiama la necessità di ripartire dalle fondamenta: «In questo momento un’alleanza probabilmente non c’è: occorre rifondare un po’ tutta quell’esperienza che ci ha visti protagonisti oltre un anno fa. La città di Avellino deve essere il punto cardine della coalizione: prima il programma, poi i nomi».

Roberto Montefusco (Alleanza Verdi-Sinistra) sottolinea invece come lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale sia stato un passo necessario: «Questa città aveva bisogno di una bonifica. Il commissariamento è transitorio, ma conferma la correttezza delle scelte dei consiglieri del campo progressista». Montefusco invita a non correre con le primarie: «Prima si ricostruisce la coalizione, si ricrea uno spazio politico condiviso, e solo dopo si ragiona sul metodo per arrivare a candidature comuni». Sul piano regionale, la priorità è un rinnovamento radicale su temi fondamentali come diritto alla salute, trasporti e acqua pubblica, con segnali incoraggianti dal candidato presidente Roberto Fico.

Per tutti e tre, la ricostruzione del centrosinistra passa da un programma condiviso, dalla centralità della città e dalla capacità di dare una prospettiva di cambiamento concreta, non solo tattica.

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