L’assessore alle Politiche abitative: «Trovati appena 35mila euro per tutti i fabbricati di competenza». Su via Di Capua pesano infiltrazioni e degrado. Sotto osservazione anche via Luigi Imbimbo, dove si trovava la mensa dei poveri. Resta aperta la possibilità di utilizzare gli alloggi di San Tommaso.
Superare la gestione emergenziale dell’edilizia popolare, programmare interventi di manutenzione strutturati e avviare un percorso di abbattimento e ricostruzione dei prefabbricati più vecchi. È questa la direzione indicata dall’assessore alle Politiche abitative del Comune di Avellino, Giancarlo Giordano, che fa il punto sulle criticità degli alloggi popolari cittadini, a partire dalla situazione di via Di Capua.
Una condizione che riporta al centro del dibattito la necessità di interventi urgenti e di una strategia complessiva per affrontare il degrado di edifici che, in alcuni casi, da decenni attendono soluzioni definitive.
Il primo nodo da affrontare riguarda le risorse economiche. «Quando ci siamo insediati abbiamo trovato 35mila euro per tutti i fabbricati che interessano la nostra competenza», sottolinea Giordano, definendo la cifra «risibile», insufficiente persino per la ristrutturazione di un singolo appartamento. Una disponibilità economica che rende evidente la necessità di cambiare approccio e di garantire finanziamenti adeguati alle condizioni degli immobili.
L’obiettivo è arrivare a un programma di manutenzione organico, da costruire attraverso il bilancio di previsione e facendo leva, per quanto possibile, anche sulle risorse proprie dell’ente. «Stiamo immaginando di uscire dalla logica emergenziale cercando di programmare un programma di manutenzione che sia degno di questo nome», spiega l’assessore, annunciando un piano con una precisa impostazione e l’ambizione di modificare le politiche abitative cittadine.
Via Di Capua, tra infiltrazioni e degrado
Tra le situazioni più delicate c’è quella di via Di Capua, dove le problematiche sono legate a due fattori principali. Il primo riguarda i lavori eseguiti soltanto parzialmente, che hanno lasciato l’edificio esposto alle infiltrazioni. «Il palazzo è interessato da infiltrazioni che lo rendono aggredibile proprio perché il manufatto non è completo», afferma Giordano.
Il secondo problema è rappresentato dalla vetustà dei prefabbricati pesanti, strutture che presentano criticità analoghe a quelle riscontrate in altri insediamenti presenti sul territorio comunale. Si tratta di immobili che, in alcuni casi, hanno ormai quasi cinquant’anni e che erano stati realizzati per rispondere a una fase emergenziale, con soluzioni che avrebbero dovuto avere carattere provvisorio.
Per questi edifici, secondo l’assessore, non basteranno interventi ordinari. Sarà necessario affiancare a una manutenzione più consistente un programma di lungo periodo: «Questi sì saranno interessati, dovranno essere interessati sia da una manutenzione più robusta, ma soprattutto da un piano di abbattimento e ricostruzione che dobbiamo mettere in campo in maniera più energica».
Via Luigi Imbimbo, serve un sopralluogo
L’attenzione, tuttavia, non può fermarsi a via Di Capua. Anche via Luigi Imbimbo merita di essere inserita tra le aree da verificare con attenzione, dove le condizioni di degrado sono evidenti e richiedono risposte concrete. È una situazione che, secondo quanto segnalato, è sotto gli occhi di tutti e che necessita di un approfondimento diretto da parte dell’amministrazione comunale.
Per questo sarebbe opportuno che l’assessore Giancarlo Giordano effettuasse un sopralluogo nella zona, così da verificare personalmente lo stato dei luoghi e valutare quali interventi siano necessari. Un passaggio importante per comprendere l’entità delle criticità e individuare eventuali priorità d’intervento.
In via Luigi Imbimbo si trovava anche la mensa dei poveri, un luogo legato a un servizio di sostegno alle persone più fragili. La situazione dell’area merita quindi attenzione non soltanto sotto il profilo della manutenzione degli edifici, ma anche per il contesto sociale in cui si inserisce.
La richiesta è che il piano annunciato dall’assessore possa tenere conto anche di queste realtà, attraverso verifiche sul territorio e una ricognizione complessiva delle situazioni più problematiche. L’obiettivo deve essere quello di non lasciare indietro nessuna zona della città in cui il degrado e le condizioni degli immobili richiedano interventi.
Tempi ancora incerti, decisivo il bilancio
Resta aperta la questione dei tempi, soprattutto per le famiglie che convivono quotidianamente con le conseguenze del degrado. Le infiltrazioni e i disagi si aggravano anche in occasione delle piogge, rendendo sempre più urgente una risposta concreta.
Giordano distingue tra gli interventi di manutenzione e la prospettiva della sostituzione edilizia. Per quest’ultima, al momento, non è possibile fissare scadenze. Sul fronte della manutenzione, invece, il passaggio decisivo sarà rappresentato dal bilancio di previsione.
«Io prese in giro non ne faccio, quindi se questa è una vera priorità per questa amministrazione lo leggeremo nei numeri», dichiara l’assessore, dicendosi convinto che le risorse possano essere diverse rispetto a quelle dello scorso anno, pur tenendo conto delle difficoltà economiche in cui versa il Comune.
La sfida, però, non si esaurisce nella manutenzione. Occorrerà anche programmare e progettare una trasformazione più ampia dell’edilizia residenziale pubblica, considerando il numero di famiglie coinvolte e l’impatto che gli interventi potrebbero avere sull’assetto urbano. «Il numero di famiglie interessate da questi interventi è tale da cambiare Avellino e cambiarla in meglio», osserva Giordano.
Gli alloggi di San Tommaso: ipotesi ancora aperta
Nel quadro delle possibili soluzioni resta anche la questione degli appartamenti di San Tommaso, già presi in considerazione dalla precedente amministrazione guidata da Gianluca Festa e destinati a essere consegnati ai lavori pubblici. Si tratta di alloggi definiti impropriamente «liberi», il cui eventuale utilizzo potrebbe contribuire a rispondere alle esigenze abitative della città.
Su questa possibilità Giordano non chiude la porta. «Io non la escludo», afferma, precisando che l’amministrazione intende valutare le soluzioni capaci di garantire risultati con il minore impiego possibile di risorse pubbliche.
Un eventuale utilizzo degli appartamenti, dunque, resta un’opzione da considerare, senza preclusioni ma nel rispetto della trasparenza. «Se ci fosse quell’opportunità io la terrò in considerazione con grande laicità, però nella massima trasparenza possibile», chiarisce l’assessore, indicando proprio la trasparenza come presupposto fondamentale di ogni scelta in materia di politiche abitative.
Il quadro che emerge è quello di un percorso ancora da definire nei suoi aspetti operativi, ma con alcune priorità già delineate: risorse adeguate, manutenzione programmata, progettazione di nuovi interventi e una prospettiva di ricostruzione per gli edifici più compromessi. A queste si aggiunge la necessità di verificare le condizioni delle altre aree della città interessate dal degrado, a partire da via Luigi Imbimbo.
«Mi pare di poter dire che si tratti di una questione di volontà e di risorse», conclude Giordano. Saranno i prossimi mesi, a partire dalle scelte di bilancio, a chiarire quanto questa strategia potrà tradursi in interventi concreti per le famiglie di Avellino.
