Astensionismo, politica in crisi: giovani e donne sempre più lontani dalle urne

Al Cnpr Forum dedicato all’astensionismo, esponenti di diversi schieramenti politici hanno lanciato un appello comune: invertire la rotta di una partecipazione democratica in costante calo, soprattutto tra giovani e donne. Dalla necessità di ricucire il rapporto tra elettori e candidati alla richiesta di maggiore credibilità, trasparenza e ascolto, il dibattito ha messo in luce criticità profonde e possibili soluzioni.

Graziano Pizzimenti (Lega) ha sottolineato la perdita del legame diretto tra cittadini e politica, aggravata dalla comunicazione social che “spersonalizza” il confronto. Cristina Tajani (PD) ha parlato di dati “allarmanti”, rimarcando la necessità di far percepire agli elettori la loro capacità di incidere sul cambiamento e richiamando l’attenzione sul persistente divario di genere nella partecipazione.
Alessandro Cattaneo (FI) ha evidenziato la sfiducia crescente verso la politica, invitando a recuperare il valore del confronto e a rilanciare la partecipazione, anche attraverso riforme che rendano più efficace il processo decisionale.
Critico il giudizio di Mario Turco (M5S), che ha definito l’astensionismo “un’emergenza nazionale”, accusando il governo di non aver affrontato adeguatamente le disuguaglianze che colpiscono soprattutto donne e giovani.
Dal mondo professionale, Pasqua Borracci (Odcec Bari) ha richiamato l’attenzione sul divario informativo e partecipativo delle donne e sulla sfiducia dei più giovani. In chiusura, Paolo Longoni (Inec) ha ricordato come la partecipazione al voto dei giovani sia crollata dal 92% del 1991 al 47% attuale, segno di un indebolimento dei riferimenti ideologici e dei progetti collettivi.

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