Rettore indagato per avere favorito il figlio dell’ex ministro irpino

Mentre è vivo l’interesse dell’opinione pubblica per la “concorsopoli universitaria” a livello nazionale, un nuovo filone di inchiesta emerge sempre nell’ovattato mondo delle università italiane.

Sotto inchiesta c’è Lucio D’Alessandro, magnifico rettore della Suor Orsola Benincasa di Napoli per il quale i magistrati hanno ipotizzato il reato di abuso di ufficio, mentre per i componenti della commissione universitaria Giovanni Coppola, Anna Giannetti, Alessandro Viscogliosi, è ipotizzata anche l’accusa di falso.

Avviso di chiusura indagini è stato loro notificato dal pm Graziella Arlomede. Come riportato da “Il Mattino.it”, D’Alessandro sarebbe il regista morale di una operazione finalizzata ad assicurare un posto di ricercatore al figlio dell’ex ministro della pubblica istruzione Ortensio Zecchino. Né l’ex Ministro arianese, né il figlio Francesco risultato indagati.

Su cosa è fondata l’inchiesta? C’era da assegnare un posto di ricercatore alla facolta di Lettere e la commissione premia Francesco Zecchino. Scatta il ricorso di un altro aspirante: Tar e Consiglio di Stato dichiarano la valutazione come un atto illegittimo, ma la stessa commissione, nonostante le pronunce del Tar e del Consiglio di Stato, si riunisce per confermare che il posto di ricercatore deve andare a Francesco Zecchino. Fatti che risalgono al 2008.
C’è un nuovo ricorso, emergono intrecci e conflitti di interessi e la Procura della Repubblica napoletana rileva che i criteri di imparzialità e neutralità del giudizi sono tutt’altro che garantiti fino ad ipotizzare la volontà di favorire il figlio dell’ex ministro Zecchino da parte del Rettore e dei componenti della Commissione.

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