Ospedale Moscati, i tamponi si tingono di giallo: medico positivo resta in servizio

Ha sbagliato il macchinario oppure si è trattato di un errore umano? Forse tutti e due.

Tamponi dapprima positivi al Moscati, poi negativi al Cotugno, quindi definiti “non negativi” dai manager dell’azienda ospedaliera avellinese per tentare di giustificare una situazione che appare inquietante.

La situazione sta andando avanti da qualche settimana e nulla è stato chiarito.

LEGGI PURE – Tamponi positivi al Moscati, poi negativi: c’è qualcosa che non VAR

C’è stata una indagine interna (un “audit”), ed è emerso che sarà necessario dotarsi di un diverso macchinario (è scritto in un comunicato ufficiale), salvo poi apprendere che «Mai è stata messa in discussione l’attendibilità del nostro laboratorio e della nostra apparecchiatura». Così ha parlato il direttore generale Renato Pizzuti, esattamente 24 ore dopo la diffusione di quella nota alla stampa.

Se tutto funziona alla perfezione, allora chi ha materialmente redatto la relazione che inficia la macchina?

Apparecchiatura

L’acquisizione della nuova piattaforma dicono sia stata caldeggiata, dalla fine di febbraio, dalla dott.ssa Maria Luisa Taddeo che si è sempre interessata di microbiologia: con il pensionamento della collega Anna Todisco, che si occupava di Virologia, adesso le è stata affidata anche la responsabilità della virologia molecolare.

Si tratta di due materie nettamente diverse per approccio e gestione: l’esperienza nel settore gioca un ruolo fondamentale, però la dottoressa Taddeo s’era subito accorta che qualcosa non convinceva.

Il percorso di acquisto di una nuova apparecchiatura era formalizzato da tempo. Ora per giustificare la spesa e inserirla semmai nei proventi dedicati al covid, c’è una motivazione forte ed inattacabile.

Incertezza

Una volta per tutte, sarà bene fare un minimo di chiarezza in modo da sgombrare quei legittimi dubbi e preoccupazioni ai soggetti che sono stati sottoposti a tamponi risultati negativi (e se fossero, invece, positivi?) ed altri pazienti che da “positivi” si sono ritrovati “negativi” senza fare però salti di gioia.

Rispetto a tante tesi, diventa difficile avere una risposta esatta e convincente.

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In questa situazione di incertezza, ora viene fuori che un sanitario risultato positivo al «Gene N del coronavirus» continua a svolgere regolarmente l’attività all’interno del Moscati.

Secondo un rigido protocollo del Ministero della Salute, il paziente positivo al tampone deve restare in isolamento domiciliare.

Invece il soggetto pare che abbia continuato a frequentare le corsie dell’ospedale, rischiando di contagiare colleghi di lavoro e pure altri pazienti.

C’è chi offre una versione che sinceramente lascia a bocca aperta: «Al momento non risultano persone contagiate, quindi si tratta di soggetto negativo».

Questa è scienza, signori, non fantascienza.

Lo scorso 3 marzo, ai primi accenni del diffondersi dell’epidemia del covid-19 Irpiniaoggi aveva posto un interrogativo che riproponiamo.

LEGGI PURE -Coronavirus e sanità in Irpinia: siamo veramente in buone mani?

Dall’ospedale Moscati riceviamo e pubblichiamo:

“In riferimento ai tamponi eseguiti su 8 operatori dell’Azienda “San Giuseppe Moscati” di Avellino, risultati in un primo momento positivi al nuovo Coronavirus e successivamente negativi, si precisa quanto segue: dalle azioni di sorveglianza  sul personale sanitario avviate dall’Azienda Moscati lo scorso 20 aprile sono risultati 8 casi di positività in soggetti asintomatici. È scattata immediatamente la sospensione dal servizio di tutti gli interessati.

Contemporaneamente, sono stati avviati i controlli, con la ripetizione (2 volte) dei tamponi, l’esecuzione dei test sierologici sugli stessi soggetti e l’invio dei tamponi già esaminati dal laboratorio di Virologia della Città Ospedaliera al laboratorio di riferimento regionale dell’ospedale Cotugno di Napoli, con la finalità di eseguire controlli di qualità.

L’esito dei vari esami dava una doppia negatività per ciascun soggetto ai nuovi tamponi, negatività della sierologia, 7 negatività e 1 positività per gene N al controllo di qualità. Secondo la definizione del Ministero della Salute, i soggetti con due tamponi negativi eseguiti a distanza di 24 ore sono da considerarsi guariti.

In base a questi esiti, tra il 28 aprile e il 4 maggio scorsi, tutti i soggetti venivano riammessi in servizio.

Il riscontro di positività al gene N è molto dibattuto in ambito scientifico. Infatti, tale gene è comune a molti virus della famiglia dei Coronavirus, tanto che, vista la obiettiva difficoltà di interpretazione dei risultati, il Ministero della Salute ha deciso di considerarlo, in via precauzionale, comunque positivo per Covid-19.

A tal proposito, Luigi Atripaldi, responsabile del laboratorio di Virologia del Cotugno, specificamente interpellato sulla vicenda, ha fornito il seguente chiarimento: «Il gene “N” appartiene anche ad altri coronavirus, per cui la sua presenza da sola può essere legata a materiale genetico di altri virus o di virus non attivi, anche per precedenti e fugaci infezioni da virus che causano affezioni rino-faringee. Il Ministero consiglia precauzionalmente di trattare come positivo chi ha solo il gene N, ma se si ha la possibilità di controllare, come è stato fatto, con 2 tamponi entrambi negativi più sierologia negativa, si può essere sicuri che il soggetto non è infetto».

In sintesi, si può affermare che il tutto si è svolto nel massimo rispetto delle norme di sicurezza e che le attività poste in essere dal laboratorio aziendale risultano perfettamente in linea con i protocolli. Inoltre, è raccomandato, per quanto riguarda le apparecchiature utilizzate per processare i tamponi, per ridurre il margine di dubbi interpretativi sugli esiti, di esaminare i campioni su piattaforme diverse.

A tal fine, e per aumentare la capacità produttiva, nell’ambito del già noto audit condotto con la consulenza del Cotugno, la Direzione Strategica del Moscati ha deciso di acquisire una seconda piattaforma, la cui consegna è prevista entro le prossime 2 settimane”.



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