Ospedale “Landolfi” Solofra: i lavori non finiscono mai

Con un comunicato intriso di entusiasmo ed ottimismo, l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e Alta Specializzazione “San Giuseppe Moscati” fa sapere che “si è finalmente concluso il complesso iter per l’accesso a un finanziamento di circa 1,8 milioni di euro che consentirà, nell’immediato futuro, di avviare i lavori per la messa in sicurezza antincendio del presidio “Landolfi” di Solofra“.

Bello, bellissimo, applausi e tocco di gomito (niente strette di mano), sorrisi nascosti dalle mascherine e dilagante ottimismo tra la popolazione solofrana.

Ma è proprio così?

Chi ha voglia e tempo di leggere il comunicato della direzione del Moscati, può CLICCARE QUI SOTTO

Situazione reale

In realtà, rispetto alle pressioni da parte degli amministratori locali e soprattutto dei cittadini che chiedono a gran voce il ripristino delle attività e la riapertura del Pronto Soccorso, l’Azienda ha voluto offrire una comunicazione ufficiale che ha l’odore di aria fritta.

L’ottimistica comunicazione ufficiale non fornisce certezze, non indica un cronoprogramma, non indica una data certa dell’inizio dei lavori.

Tutto approssimativo e nebuloso, con frasi da interpretare.

La nostra interpretazione? Appare netta la volontà di volere giustificare in qualche modo l’ipotesi di non aprire – per il momento i- l Pronto Soccorso.

Forse abbiamo interperetato male e saremmo felicissimi di sbagliare.

Questa comunicazione è un diversivo per arginare i continui attacchi rivolti al Direttore Generale, Renato Pizzuti, che non vuole saperne di restituire ai cittadini l’Ospedale Landolfi. come imporrebbe il decreto regionale n. 29 del 2018.

Un atteggiamento a dir poco pretestuoso che il comunicato evidenzia con chiarezza.

Votazioni regionali

Siamo ormai in piena campagna elettorale e il presidente Vincenzo De Luca, attraverso i suoi emissari distribuiti sul territorio, cerca di rastrellare quanti più voti possibili evitando di inimicarsi nessuno dei suoi potenziali elettori.

La chiusura del presidio ospedaliero di Solofra, ormai è più che evidente.

Appare lampante non solo dagli atteggiamenti del manager e pure da quanto affermano – da tempo – i suoi più stretti collaboratori.

In effetti si attende solo la riconferma di De Luca – la sua vittoria alle prossime elezioni – per procedere con un ulteriore e definitivo smembramento del presidio di Solofra, ritenuto un inutile spreco di risorse.

L’attesa delle elezioni è, quindi, l’unica alleata della speranze di non veder chiuso il Landolfi.

Almeno per adesso.

Questione di tempo per vedere concretizzato quanto Irpiniaoggi sostiene da tempo.

Attendiamo smentite nei fatti, astenersi perditempo con quelle cartecee.

Pronto Soccorso

Eppure la riapertura del Pronto Soccorso del Landolfi di Solofra contribuirebbe non poco ad evitare l’ingolfamento del PS del Moscati che non riesce tuttora a dare dimostrazione concreta della sua effettiva efficienza.

Peraltro al Pronto Soccorso dell’ospedale Moscati neanche sono iniziati gli annunciati lavori. Stesso copione, insomma.

Una Azienda ospedaliera che, definita di “rilievo nazionale“, in sostanza dimostra quotidianamente che ha ben poco di attraente per essere veramente una AORN.

Basterebbe smaltire meglio ed in poco tempo l’afflusso di pazienti che giungono in Pronto Soccorso e non tenerli “parcheggiati” per ore in attesa di un posto letto o di una consulenza oppure della solita provvidenziale raccomandazione per risolvere il problema.

Lavori in corso

A proposito dei lavori da eseguire presso l’ospedale di Solofra, leggendo con un minimo di attenzione il comunicato, appare evidente che – quello indicato – è solo un intervento marginale rispetto alla vera ristrutturazione che dovrebbe essere fatta.

Un modo come un altro per prendere tempo e dare in pasto all’opinione pubblica una motivazione che giustifichi la mancata riapertura del Pronto Soccorso solofrano.

Nel frattempo l’impalcatura che avvolge il nosocomio di Solofra e che fa bella mostra di se ha visto trascorrere quesi due anni: una presenza nemmeno tanto bella a vedersi che ha provocato costi di noleggio notevoli, senza essere utillizato.

Il comunicato, insomma, somiglia allo slogan che si legge sulle sempre più strette corsie dell’autostrada: “Stiamo lavorando per voi”.

Ma quando?

Per restare in tema sanitario, è bene ricordare l’adagio del saggio: “Mentre il medico studia, il malato muore…”

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