Ok al reddito di inclusione per 400mila famiglie povere

Il Senato ha dato il via libera al Ddl delega sul contrasto alla povertà. Il provvedimento che ha già incassato l’ok della Camera diventa legge e verrà così introdotto il cosiddetto reddito di inclusione per quei nuclei familiari che avranno i requisiti previsti dalla legge (serve un Isee non superiore ai 3mila euro associato a un livello di reddito effettivo disponibile che sarà fissato nel decreto legislativo).

Le risorse stanziate sono di 2 miliardi di euro per il 2017 e altrettanti per il 2018, con i quali si potranno aiutare circa 2 milioni di persone. A fine 2017 il reddito di inclusione dovrebbe arrivare a una prima platea di 400mila famiglie e avere un valore simile al Sia (il Sostegno per l’Inclusione attiva, operativo da settembre 2016) fino a un massimo di 480 euro al mese.

Una misura necessaria, quella del reddito di inclusione, soprattutto alla luce degli ultimi dati Istat. Secondo l’Istituto di statistica nel 2015 in Italia sono 17 milioni 469 mila le persone a rischio povertà o esclusione sociale. Il Mezzogiorno è ancora l’area più esposta.

Quasi la metà dei residenti nel Mezzogiorno risulta a rischio povertà o esclusione sociale. Lo stima ancora l’Istat calcolando che nel 2015 la percentuale di esposizione nell’Italia meridionale è pari al 46,4%, in rialzo sul 2014 (45,6%) e notevolmente maggiore rispetto alla media nazionale (28,7%). Al Centro, infatti, la soglia si ferma al 24% e al Nord al 17,4%. I livelli sono superiori alla media nazionale in tutte le regioni del Mezzogiorno, con valori più elevati  in Sicilia (55,4%), Puglia (47,8%) e Campania (46,1%).

SPOT