Moscati nel caos: Ambulanze in coda e Pronto Soccorso intasato, perché?

Inizia lo scaricabarile. Meglio mettere subito le carte a posto, specialmente di questi tempi, con i Carabinieri che raccolgono documenti relativi al caos provocato dai tamponi positivi poi diventati negativi, anzi “non positivi”.

C’è il rischio che gli uomini dell’Arma possano accorgersi di una situazione caotica che riguarda medici e utenti.

Succede che il pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino torna ad essere intasato e nel parcheggio antistante quel reparto stazionano numerose ambulanze in attesa di scaricare i pazienti a bordo.

Il direttore sanitario del «Moscati» Lanzetta trasferisce il problema alla sua collega Rosaria Bruno, responsabile del servizio 118, il settore che distribuisce i compiti alle varie ambulanze.

La gestione del servizio del 118 non è soddisfacente, questa la sintesi della nota inviata: arrivano troppe ambulanze ad Avellino, perchè non inviare i pazienti agli ospedali in provincia?

Sicuramente una spiegazione esiste da parte della responsabile del 118.

Se la sbrighino tra di loro, purchè venga gestito un servizio soddisfacente agli utenti e ai medici del pronto soccorso costantemente in affanno per gestire una situazione al limite del collasso.

Anzichè dedicare il tempo per mettere le carte a posto, sarebbe meglio risolvere il problema che crea ansia e preoccupazione tra un’utenza ormai sull’orlo di una crisi di nervi.

Riusciremo a sapere cosa provoca tanto caos in una struttura sanitaria con tanti manager che vengono super pagati per offrire un servizio dignitoso all’utenza?

Percorsi sicurezza

Ci sono pure altre situazioni allarmanti. Al Moscati si riapre l’attività ambulatoriale senza stabilire i percorsi di sicurezza, senza una direttiva comune.

I controlli della temperatura vengono effettuati all’ingresso solo dalle 15 alle 17, ovvero durante l’orario di visita dei parenti dagli agenti della Cosmopol.

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Durante le altre ore ciascun reparto si organizza come crede.

Ogni primario fa come gli pare facendo effettuare controlli all’ingresso del proprio reparto.

Negli spazi comuni arrivano tutti e pochissimi vengono controllati.

Rischio virus

Se si vuole davvero controllare la diffusione del virus i controlli e il rilevamento della temperatura andrebbe eseguito all’ingresso dell’ospedale h24 a tutti coloro che vi accedono, dipendenti e visitatori, e non davanti ai singoli reparti.

Altrimenti ampie aree del Moscati restano zona franca con il rischio di inquinamento da parte di chi arriva senza essere controllato.

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